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04.04.2026

Carburanti record: personale scolastico fuorisede sull’orlo del collasso economico. Cnddu lancia appello urgente al ministro Valditara

L’aumento dei prezzi dei carburanti sta colpendo pesantemente il nostro Paese. Una delle categorie più penalizzate è inevitabilmente quella del personale scolastico fuorisede. Per chi è abituato a spostarsi continuamente, affitti e costi di trasporto rappresentano sempre più una “tassa sul lavoro” col rischio che si arrivi a una emergenza economica. Non solo, ma l’effetto che scatenerà l’aumento dei costi dei carburanti sarà l’innalzamento generale dei prezzi, aggravando sempre più il caro vita. Una doppia condizione negativa che minaccia di pesare sul personale scolastico, in particolare, fuorisede.

Per questo il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lancia l’allarme:

“Si prende atto dell’azione di controllo a tutela della trasparenza del mercato disposta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con la Guardia di Finanza, anche alla luce del decreto-legge 33/2026. Le verifiche lungo la filiera — con migliaia di impianti controllati e risultati significativi in termini di contrasto alle frodi — rappresentano un presidio importante. Tuttavia, tali interventi non sono sufficienti ad affrontare l’impatto sociale ed economico della crisi”.

Per questo motivo, il CNDDU rivolge un appello diretto e urgente al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si faccia promotore di misure straordinarie a tutela del personale scolastico fuorisede: riconoscimento dei costi di mobilità, interventi compensativi sul reddito, strumenti di contrasto alla perdita di potere d’acquisto e politiche di riequilibrio territoriale.

Il diritto alla mobilità, strettamente connesso al diritto al lavoro, all’unità familiare e alla dignità personale, non può essere subordinato alle oscillazioni dei mercati energetici né tradursi in un fattore di impoverimento sistemico.

“È necessario un cambio di prospettiva: la condizione dei docenti fuorisede deve essere riconosciuta come una questione strutturale del sistema scolastico e non come un problema individuale. Intervenire oggi significa evitare un progressivo indebolimento della funzione educativa pubblica e garantire condizioni di lavoro dignitose a chi assicura quotidianamente il diritto all’istruzione”.

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