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19.02.2026

Docenti fuorisede nelle foresterie delle scuole? Il Mim è al lavoro. Frassinetti: “Costruire alloggi annessi agli istituti”

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, lo scorso 12 febbraio, ad un convegno organizzato da Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, ha fatto alcune dichiarazioni che hanno fatto scalpore.

Le parole di Valditara

“Ho intenzione di intraprendere un censimento delle necessità del personale scolastico che lavora fuori sede e ho intenzione di dialogare con regioni e associazioni di categoria per individuare alloggi per il personale fuori sede. Spesso il personale non fa domanda perché il costo per l’alloggio è troppo alto. Perché non immaginare che nelle nuove scuole ci siano delle foresterie dove poter alloggiare questi insegnanti”, queste le parole incriminate.

L’interrogazione parlamentare

Il capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera Antonio Caso è intervenuto ieri, 18 febbraio, nel corso del question time in commissione cultura alla Camera: “Il governo parla di project financing per costruire nuove scuole, coinvolgendo capitali privati non solo per la costruzione, ma forse anche per la gestione di spazi e servizi. E il ministro Valditara continua a parlare della necessità di trovare investitori. Ma la scuola è una cosa diversa da un bene privato: non deve produrre profitto. È un servizio pubblico essenziale, un pilastro della democrazia, e non può essere piegato a logiche di mercato. L’ingresso di capitali privati non è la reale soluzione. Servono investimenti pubblici certi e strutturali, perché il timore è quello di un ingresso indiscriminato della componente privata dentro uno spazio che deve restare autonomo e libero da interessi economici. In parallelo si annunciano foresterie per i docenti che lavorano lontano da casa, come risposta al caro affitti”.

“Ma davvero pensiamo che sia questa la soluzione? Così si certifica che un insegnante, con uno stipendio già povero e ulteriormente eroso dall’inflazione, non potrà mai permettersi un alloggio in alcune città. Il messaggio rischia di essere questo: non potete permettervi una casa, al massimo ve la diamo noi, e poco importa delle vostre famiglie, della vostra vita, delle vostre radici. Il personale scolastico non chiede soluzioni tampone, chiede stipendi adeguati al costo della vita, sicurezza economica, rispetto della propria dignità e professionalità. La domanda allora è semplice: vogliamo davvero rafforzare la scuola pubblica con investimenti pubblici veri, oppure continuare a inseguire modelli che la trasformano in un terreno di investimento e che non risolvono il problema strutturale delle retribuzioni? Perché la scuola non è un’azienda e non può essere trattata come tale”, ha concluso.

La replica di Frassinetti

Ecco la replica della sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti: “Il Mim ha comunicato l’intenzione di avviare un Piano di rinnovamento dell’edilizia scolastica e la gestione delle criticità legate all’emergenza abitativa che colpisce docenti e ATA specialmente al Nord e nelle grandi città”.

“Il Piano prevede l’apertura di un dialogo con le Regioni e le associazioni di categoria per reperire alloggi a costi accessibili superando il problema degli affitti elevati che frenano le candidature. Il Piano prevede di attrarre capitali privati per costruire alloggi annessi agli istituti destinati ai fuorisede. L’asse portante della strategia ministeriale diventa il Partenariato pubblico privato, da sfruttare sia per le infrastrutture sia per il welfare dei docenti. Lo strumento tecnico è quindi la finanza di progetto”.

“Il Mim sta stringendo i tempi organizzativi per creare un gruppo di lavoro, partendo da una mappatura delle urgenze di chi lavora lontano dalla propria residenza. Dai rapporti Ocse risulta che la spesa nazionale per la scuola in rapporto al Pil supera quella tedesca. Il vero divario è sulla capacità di attrarre investitori esterni”.

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