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Aggiornato il 08.09.2025
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Carlo Acutis, i prof del giovane santo: “Era intelligente ma non faceva i compiti, diceva che aveva altro da fare”, ecco perché

Redazione

Ieri, 7 settembre, è stato proclamato santo, da Papa Leone XIV, Carlo Acutis, giovane morto nel 2006 a soli quindici anni colpito da una leucemia fulminante. Il ragazzo è stato soprannominato il “santo millenial” e “l’influencer di Dio”, forse anche per la sua dimestichezza con le tecnologie digitali.

Alla sua cerimonia di canonizzazione di ieri, in Piazza San Pietro a Roma, hanno partecipato numerose persone che lo hanno conosciuto. Oltre ai genitori e ai fratelli erano presenti anche alcuni suoi docenti, come riportato da La Repubblica.

Per l’aula professori era “il Carlo delle domande”, ha detto un docente del liceo classico di Milano che frequentava. Il giovane santo frequentò la prima superiore e alcune settimane della seconda, prima di ammalarsi. “A inizio lezione veniva alla cattedra e mi faceva domande sull’attualità. Era curioso, voleva sapere la mia opinione su ciò che stava accadendo nel mondo”, ha aggiunto.

“Non mi sono accorto della santità di Carlo”

“Non mi sono accorto della santità di Carlo durante il suo percorso scolastico”, ha ammesso il professore. “Avevamo un santo che ci camminava accanto e non lo sapevamo: mi viene in mente la parabola dei discepoli di Emmaus”. Un’altra insegnante ha aggiunto: “Era un ragazzo molto intelligente, ma spesso non faceva i compiti. Invece di giustificarsi o di copiarli prima della lezione, diceva candidamente ‘ho avuto altro da fare’. Pensavo non avesse voglia. Solo anni più tardi scoprii le attività di bene che faceva fuori da scuola”.

“Ricordo che ‘perseguitava’ il docente di Informatica del liceo scientifico del nostro istituto per farsi aiutare nella creazione di programmi informatici”, dice l’insegnante di Religione. E aggiunge: “Era un ragazzo fuori dagli schemi: non certo il santo del santino, con l’aureola in testa. Una volta, durante l’intervallo, si nascose nell’armadio della classe e saltò fuori nel bel mezzo della lezione di Matematica. Prese una nota che è rimasta agli atti per quanto fu assurda”.

A Milano una scuola intitolata a Carlo Acutis

Molte le iniziative che in questi giorni ricorderanno i “santi giovani”. Lunedì 8 settembre, a Milano, nel quartiere di Quarto Oggiaro, viene inaugurato l’Istituto Tecnico “Carlo Acutis”, alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Si tratterà di una scuola dedicata ai giovani appassionati di tecnologia e comunicazione, scrive in una nota l’istituto, “con l’obiettivo di accompagnarli nella crescita personale e culturale, attraverso un’educazione che mette al centro la persona”. La sfida, si legge ancora, sarà quella di coniugare innovazione tecnologica e profondità umana.

Ecco le parole del ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara all’inaugurazione: “Ai giovani, ai loro docenti e a tutta l’amministrazione di questa bellissima realtà intendo fare i miei complimenti per aver pensato e progettato questo modello di scuola. Nelle aule ho visto macchinari all’avanguardia, spazi luminosi e colto la serenità e la voglia di apprendere insieme: questi i sentimenti positivi che ritengo elementi qualificanti di un bel modello di scuola. È in questo tipo di istituti che si costruisce il futuro personale e professionale di tanti giovani che, ispirati dalla testimonianza virtuosa e moderna del Santo Carlo Acutis, potranno avere qui l’opportunità di individuare il proprio talento straordinario e valorizzare la propria originalità”.

Anche la memoria di Pier Giorgio Frassati, altro santo canonizzato ieri, del resto, è molto forte in ambito scolastico. A ricordarlo a La Tecnica della Scuola, in una puntata di “Logos. Storie e parole del mondo della scuola”, è stato Marco Pappalardo, docente, giornalista e scrittore, autore della biografia del santo torinese, appena pubblicata da San Paolo. “Frassati ha vissuto la propria vita pienamente, donando il proprio tempo ai più poveri, a coloro che ne avevano bisogno, ai compagni e agli amici. La sua è una storia molto attuale e molto bella“, ha ricordato Pappalardo, che qualche anno fa ha pubblicato anche una biografia su Carlo Acutis.

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