Breaking News
Aggiornato il 23.07.2025
alle 09:29

Carta del docente: anche la Corte Costituzionale dice di sì al diritto esteso ai precari

Con sentenza n. 121 del 2025 la Corte Costituzione ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale ordinario di Torino riguardanti l’articolo 1, commi 121, 123, 204 e 205, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
Le questioni si riferivano all’interpretazione data dalla Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023, che aveva esteso il diritto alla “Carta docente” anche ai docenti non di ruolo con incarichi annuali.
Il Tribunale di Torino aveva sollevato dubbi sulla legittimità costituzionale di tali disposizioni per la mancanza della relativa copertura finanziaria, in riferimento all’articolo 81, commi primo e terzo, della Costituzione. Si temeva un aggravio di spesa per l’erario, stimato tra 80 e 110 milioni di euro in più all’anno rispetto ai 380 milioni circa inizialmente previsti dalla legge 107 del 2015.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con ordinanza del 18 maggio 2022, aveva già stabilito che la normativa italiana che riservava la Carta docente solo al personale a tempo indeterminato era in contrasto con il diritto euro-unitario. Questa pronuncia, e la successiva interpretazione della Corte di Cassazione, avevano notevolmente ampliato la platea degli aventi diritto.

La Corte Costituzionale ha motivato la sua decisione affermando che il principio dell’obbligo di copertura finanziaria delle spese, sancito dall’art. 81 Cost., vincola esclusivamente il legislatore, non il giudice. La Corte ha sottolineato che l’ordinamento italiano prevede già procedure idonee a gestire l’aumento delle spese derivanti da decisioni giurisdizionali, come quelle che impongono al Ministero di attribuire la Carta docente ai precari. Il compito del giudice è, infatti, quello di assicurare la primazia del diritto euro-unitario e una tutela giurisdizionale effettiva, condannando il Ministero a erogare il beneficio.

Pertanto, le sentenze che condannano il Ministero dell’Istruzione a riconoscere la Carta docente ai docenti non di ruolo per gli anni di insegnamento svolti sono valide e la questione della copertura finanziaria resta di competenza del potere legislativo.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate