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20.07.2026

Carta Docente, piattaforma bloccata ogni 31 agosto: e quest’anno che è stata erogata a marzo? Quando tornerà attiva?

La Carta Docente, attesa da migliaia di insegnanti e rimasta inutilizzabile dallo scorso 31 agosto, da quest’anno di 383 euro, è stata finalmente attivata lo scorso 9 marzo. Ogni anno, fino ad ora, la piattaforma Carta Docente è stata bloccata il 31 agosto, per poi essere sbloccata tra fine settembre e ottobre.

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I dubbi

Quest’anno le cose cambieranno? Cerchiamo di fare chiarezza. Innanzitutto sicuramente il prossimo 31 agosto scadranno le somme residue relative all’anno 2024/2025. La piattaforma, come ogni anno, andrà probabilmente in manutenzione.

Ma quando sarà sbloccata? Questo è il grande dubbio: l’anno scorso, com’è noto, ciò non è avvenuto in autunno ma a marzo. Cosa avverrà quest’anno?

Intanto bisogna sottolineare il fatto che nel decreto interministeriale relativo alla Carta Docente 2026, il 59 nel 31 marzo scorso, viene scritto che le somme anche stavolta sono spendibili in due anni, fino al 31 agosto 2027 fermi restando i limiti di utilizzo della Carta per l’acquisto di hardware e software.

Decreto ogni anno entro il 30 gennaio

Il decreto 9 settembre 2025, n. 127, nel regolamentare il nuovo funzionamento del bonus, ha stabilito che sarà d’ora in poi un decreto interministeriale, da emanare ogni 30 gennaio, a definire i criteri e le modalità di assegnazione della carta e a dividerne annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti aventi diritto.

Il comunicato del Mim del 5 marzo

“Una platea complessiva di beneficiari di oltre 1 milione di docenti“, si legge in una nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito, “oltre 200.000 in più rispetto allo scorso anno quando c’era già stato un incremento, per un totale di 253.000 docenti in più rispetto a quelli previsti originariamente dalla Carta. Si dà, in questo modo e nell’ottica di una sempre maggiore valorizzazione professionale dei docenti, un’ulteriore risposta ad alcune sentenze che dal 2021 avevano prospettato la necessità di allargare la platea dei beneficiari“.

“Sono state ampliate, inoltre, le categorie di spesa ammissibili al fine di rafforzare le opportunità per i docenti”, prosegue il comunicato del MIM. “Accanto all’acquisto di libri, riviste, alle attività di formazione e aggiornamento, musei, mostre, teatri, acquisto di hardware e software, sono stati previsti, per la prima volta, anche servizi di trasporto di persone e l’acquisto di strumenti musicali. La Carta, con il nuovo importo pari a 383 euro e le nuove modalità, sarà attivabile a partire da lunedì 9 marzo”.

“A questo importo, su volontà del Ministro Giuseppe Valditara, si aggiungono ulteriori 281 milioni, 11 milioni in più rispetto ai 270 già annunciati, da destinare alla formazione e all’aggiornamento dei docenti e per l’acquisto, da parte delle istituzioni scolastiche, di tablet, personal computer, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso agli insegnanti”.

Le parole di Valditara del 5 febbraio

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha rotto il silenzio sulla Carta Docente con un video del 5 febbraio. “Aumentano i fondi dei servizi per la Carta Docente e aumenta anche la platea degli utilizzatori”, aveva detto il ministro. “Abbiamo infatti deciso di aggiungere ai 400 milioni che ogni anno sono destinati a finanziare la carta docente altri 270 milioni di euro tratti dai fondi europei. Inoltre, abbiamo aggiunto 253.868 utilizzatori, ovvero i precari fino al 30 giugno e il personale educativo“.

Come funziona adesso la Carta Docente

“Cerchiamo di spiegare meglio il funzionamento della nuova carta e quali sono le finalità”, aveva detto ancora il Ministro. “Innanzitutto, dobbiamo ricordare che la carta docente per legge può essere impiegata soltanto per finalità di formazione. La carta docente era stata concepita male perché si riferiva soltanto al personale di ruolo, ma dal 2021 alcune sentenze hanno condannato lo Stato ad estenderla anche ai docenti precari. Queste sentenze non erano mai state adempiute; noi abbiamo iniziato lo scorso anno e quest’anno abbiamo completato l’adempimento di queste sentenze affinché giustamente anche i precari possano godere di questo benefit“.

“In questi 4 anni”, aveva aggiunto Valditara, “sono stati spesi 1 miliardo e 323 milioni di euro, utilizzati con queste finalità: il 60,5% delle risorse è stato impiegato per l’acquisto di hardware e software (tablet e computer), il 28% per l’acquisto di libri e il 6% per spese di formazione. Abbiamo deciso di potenziare i servizi per la formazione: il docente potrà continuare a utilizzare la carta, ma per l’acquisto di tablet, computer o libri potrà passare dalla sua scuola. Infatti, alle scuole saranno destinati i 270 milioni di euro di fondi europei, che acquisteranno i dispositivi o i testi per darli poi in comodato ai docenti. Per queste attività aggiuntive, il personale sarà pagato in più con i fondi europei“.

Carta Docente, quali nuovi servizi?

“Si libereranno dunque risorse importanti sulla carta docente che abbiamo deciso di destinare anche ad altri servizi”, aveva puntualizzato il ministro, “da quest’anno, infatti, saranno utilizzabili pure per le spese di trasporto, inclusi gli abbonamenti sui mezzi pubblici. L’idea di fondo è distinguere i costi della formazione — che dovranno essere sempre più a carico dei fondi europei e gestiti dalle scuole — dai costi inerenti alla carta docente, che dovrà essere sempre più una carta di welfare, estesa in prospettiva anche al personale ATA. In questo senso, intendiamo completare il percorso già avviato con l’assicurazione sanitaria per tutto il personale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e in itinere, e una serie di scontistiche“.

Come spendere il residuo?

È possibile spendere la quota residua della Carta Docente 2024/2025 acquistando i corsi di formazione della Tecnica della Scuola.

La Casa Editrice La Tecnica della Scuola è ente accreditato dal Mim per la formazione del personale della scuola (prot. n. AOODGPER/6834/2012) adeguato ai sensi della direttiva ministeriale n. 90/2003 adeguato ai sensi della Direttiva n. 170/2016. La partecipazione ai nostri corsi dà quindi diritto all’esonero dal servizio del personale della scuola, nei limiti previsti dalla legge. A fine corso viene rilasciato l’attestato di partecipazione.

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