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11.09.2026

Caldo a scuola, Giuliani a Sestarete: “Il 95% degli istituti è privo di condizionatori”. Con temperature estreme “Dad unica possibilità” – INTERVISTA VIDEO

Non si placa il dibattito sul caldo a scuola, e sulle misure da attuare per garantire l’avvio del nuovo anno scolastico in sicurezza, per studenti e docenti. A intervenire sul tema, nel corso del telegiornale di Sestarete, è stato il direttore della Tecnica della Scuola Alessandro Giuliani. “Oltre il 95% degli istituti è privo di condizionatori”, ha ricordato Giuliani. “Questo, con temperature alte come quelle di quest’anno, sta creando molte proteste, dal fronte dei docenti e delle famiglie”.

I risultati del sondaggio della Tecnica

Nel corso del servizio è stato citato il sondaggio realizzato da questo giornale, con la partecipazione di oltre cinquecento persone tra professori, dirigenti, genitori e personale Ata, da cui emerge la grande preoccupazione per una situazione che – in molte città – appare fuori controllo. Tra le opzioni sul tavolo, la possibilità di posticipare l’inizio delle lezioni al primo ottobre, di attivare la didattica a distanza in caso di temperature insopportabili e dotare gli istituti di sistemi di refrigerazione.

“Scuole inadeguate sulla climatizzazione”

“C’è un certo risentimento per questa inadeguatezza delle scuole rispetto ai sistemi di climatizzazione”, ha confermato Giuliani. “Questo è un dato di fatto. Vi sono province e comuni che sono ricorsi a uno slittamento dell’inizio dell’anno scolastico, come previsto dalla normativa”. Come ricordato nel corso del servizio, a Palermo il sindaco Roberto Lagalla ha disposto la sospensione delle lezioni in presenza nei giorni da “bollino rosso”, e l’attivazione della didattica a distanza.

L’opzione Dad in caso di caldo estremo

Anche a Catania infuria il dibattito sulle condizioni delle aule, rese roventi dalla totale assenza di condizionatori. Ma sul tavolo ci sarebbe anche un’altra questione. “I problemi non riguardano soltanto la climatizzazione”, ha aggiunto il direttore, “ma anche per gli infissi che ormai sono logori e da cambiare”. In caso di temperature estreme, ha ribadito, “la didattica a distanza rimane probabilmente l’unica possibilità per mantenere un contatto, come al tempo del Covid, tra la scuola e i discenti”.

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