Home I lettori ci scrivono Caso e arbitrio, piuttosto che il merito, dominano nel concorso straordinario

Caso e arbitrio, piuttosto che il merito, dominano nel concorso straordinario

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I risultati dello Straordinario presentano ogni giorno esiti inaspettati, che stravolgono la vita di migliaia e migliaia di docenti che per anni hanno lavorato nella scuola pubblica. Si danno esempi in cui candidati che non hanno mai avuto la responsabilità di una classe nemmeno per un anno scolastico (ammessi alla prova con due anni su sostegno e uno su potenziamento) superano loro colleghi che da dieci anni insegnano regolarmente con contratti al 30/06 o al 31/08.

Si conoscono numerosissimi casi di persone impreparate – che semplicemente ‘ci hanno provato’ (era loro diritto) -, che hanno superato con punteggi alti la prova, mentre altri candidati preparatissimi, che hanno studiato e lavorato per anni, pur avendo svolto una valida prova, sono stati esclusi da commissioni tanto impreparate quanto presuntuose.

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In parte considerevole, caso arbitrio, piuttosto che il fantomatico ‘merito’, dominano e determinano. Per fortuna, non sempre è così, ma purtroppo spesso. I risultati, se da un lato hanno aperto la strada del ruolo a una parte dei partecipanti, dall’altra hanno provocato veri drammi personali e gettato nella disperazione migliaia di docenti (con le loro famiglie), consapevoli di aver subito il peso di un verdetto arbitrario e ingiusto.

Era necessario? Davvero per rispettare la Costituzione si dovevano ‘uccidere’ socialmente tanti bravi e incolpevoli lavoratori?

Luigi Guerrini