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Cercasi lavoro disperatamente

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"Stiamo sprecando una parte considerevole dell’energia e delle competenze dei giovani più istruiti che il mondo abbia mai avuto".
Si è espresso in questi termini Juan Somavia, direttore generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, presentando il mese scorso a Ginevra l’ultimo rapporto che l’agenzia delle Nazioni Unite ha redatto sull’occupazione dei giovani.
Le cifre contenute nel documento dimostrano che oggi il 47% dei circa 190 milioni di disoccupati ufficialmente censiti nei cinque continenti ha meno di 25 anni. Una cifra, questa, che ha subito un aumento vertiginoso rispetto a dieci anni fa: +26,8%. Il tasso di disoccupazione più elevato è stato riscontrato in Medio Oriente e in Africa del Nord (25,6%), mentre in America Latina e nel Sud-Est asiatico il numero dei giovani senza lavoro si attesta intorno al 16,6%.
Spesso, i giovani alle prime esperienze lavorative devono subire orari pesanti e salari al di sotto dei minimi sindacali: sui circa 550 milioni di lavoratori che nel mondo vivono con un reddito di un dollaro al giorno, 130 milioni sono giovani dai 15 ai 24 anni. Inoltre, nei periodi di crisi economica, sono i giovani i primi a perdere il lavoro e gli ultimi a ritrovarne uno.

Unica nota positiva, nei Paesi industrializzati il fenomeno è in leggera controtendenza: negli ultimi dieci anni la percentuale di giovani disoccupati è scesa di due punti, dal 15 al 13%. Occorrono, dunque, conclude il rapporto, interventi mirati per dare vigore al tessuto economico di tutti i Paesi, non solo di quelli in via di sviluppo. Il mercato mondiale, infatti, dovrà dare risposte concrete a un esercito di giovani postulanti che, entro il 2015, sarà di circa 660 milioni di unità.

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