Cesara Buonamici ha chiesto scusa in diretta al Tg5. Il giorno precedente, nel presentare un servizio riguardante una bambina con problemi motori a cui era stato sottratto il proprio triciclo ortopedico, la giornalista aveva utilizzato – impropriamente – la parola “handicappata“.
Dopo qualche ora è arrivato il dietrofront: infatti, la conduttrice ha riconosciuto l’errore, spiegando di aver utilizzato un termine ormai obsoleto e fuori luogo.
La vicenda riguarda Olivia, una bambina di 8 anni con problemi motori. Alla piccola era stato rubato un triciclo ortopedico del valore di circa 1.500 euro, realizzato su misura e custodito nel cortile condominiale della famiglia, nel quartiere San Salvario a Torino.
La scomparsa del mezzo, avvenuta sabato 30 agosto 2025, aveva spinto i familiari a denunciare l’accaduto e a diffondere appelli sui social.
Grazie alla mobilitazione online e al lavoro dei carabinieri del nucleo radiomobile di Torino, il triciclo è stato ritrovato nella serata di lunedì 1 settembre, abbandonato in un cortile non lontano dalla casa della bambina.
“Vorrei fare una precisazione, ieri sera riguardo un episodio di disabilità ho usato, sbagliando, una parola che non si usa più e quindi mi dispiace e mi scuso”. Con queste parole, Cesara Buonamici ha chiarito la sua posizione, ribadendo l’intenzione di non ripetere più simili scivoloni linguistici.
L’art. 4 del decreto legislativo n. 62 del 2024 (in vigore dal 30 giugno 2024), ha aggiornato la terminologia in materia di disabilità, al fine del rispetto dei diritti e della dignità delle persone con disabilità.
Successivamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio di Gabinetto del Ministro per le disabilità, ha indirizzato una nota alle pubbliche amministrazioni. La nota è stata trasmessa agli USR dal Ministro dell’Istruzione.
Nel dettaglio, la suddetta norma così prevede:
Art. 4 co. 1 d.lgs. 62/2024
A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto:
a) la parola: «handicap», ovunque ricorre, è sostituita dalle seguenti: «condizione di disabilità»;
b) le parole: «persona handicappata», «portatore di handicap», «persona affetta da disabilità», «disabile» e «diversamente abile», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «persona con disabilità»;
c) le parole: «con connotazione di gravità» e «in situazione di gravità», ove ricorrono e sono riferite alle persone indicate alla lettera b) sono sostituite dalle seguenti: «con necessità di sostegno elevato o molto elevato»;
d) le parole: «disabile grave», ove ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «persona con necessità di sostegno intensivo».
Anche le scuole dovranno tener conto di questa previsione legislativa, alla quale occorrerà conformarsi sia nella
comunicazione (comunicati stampa, siti internet, …) sia nell’attività amministrativa (decretazione, provvedimenti, modulistica, …).