La ‘Tecnica della Scuola’ ha incontrato al ministero dell’Istruzione Evelina Chiocca, presidente della “Federazione Osservatorio 182” esperta di disabilità, a cui ha chiesto come mai gli alunni affiancati da docenti di sostegno vengono non di rado collocati in classi con oltre i 20 iscritti previsti dalla legge.
“Il DPR 81 del 2009 – ha fatto notare la professoressa Chiocca – ha abrogato il DM 141 del 1999 prevedendo che in presenza di alunni con disabilità il numero massimo sia costituito da 20 allievi, con una possibilità di eccedere per una parte percentuale del 10%, quindi arrivare a 22. Però, laddove si sfora questo numero, è chiaro che non si può garantire la qualità della didattica e neanche il rispetto delle norme sulla sicurezza che richiedono un certo spazio in base al numero delle persone che sono all’interno dell’aula”.
Secondo l’esperta di disabilità a scuola, “se vengono autorizzate dagli uffici competenti classi” con numeri ben superiori, pur in presenza di alunni con disabilità certificata, allora “l’unica parola resta ai genitori, che possono ricorrere in tribunale e nelle sedi opportune: possono infatti chiedere che venga garantito questo spazio vitale con lo sdoppiamento della classe”.
Quale sarebbe, secondo la professoressa Chiocca, il “tetto” numerico che garantisca di insegnare senza problemi e l’inclusione degli studenti con disabilità? “in presenza di alunni con disabilità, massimo comunque due per classe, il numero di allievi si dovrebbe fermare intorno alle 18 unità: avendo degli spazi adeguati e le risorse assicurate, si potrà in tal modo procedere con un lavoro di qualità dal punto di vista della didattica e della socializzazione”.