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Cgil dura su ddl stranieri irregolari: serve l’obiezione di coscienza dei docenti

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Il sindacato Flc-Cgil ha intenzione di contrastare sul nascere l’eventuale approvazione definitiva del disegno di legge sugli immigrati privi di permesso di soggiorno, già licenziato dal Senato e ora in discussione alla Camera, che prevede la denuncia da parte di tutti i pubblici ufficiali in servizio che ne riscontrino la posizione non regolare. Quindi anche degli insegnanti che rischiano, al pari dei medici, di dover essere obbligati a denunciare uno straniero privo dei requisiti minimi per una regolare permanenza in Italia.
Tale ipotesi, sostengono da via Leopoldo Serra, contrasterebbe con l’articolo 34 della Costituzione e con la Convenzione sui diritti dell’infanzia (art. 28): “a quaranta anni di distanza – scrive la Flc-Cgil per invitare i docenti all’obiezione di coscienza – usano lo stesso linguaggio e sono sostenute dalla stessa etica, rispetto ai diritti dei minori e ai doveri dello stato. Oggi, al contrario, nel nostro Paese il governo Berlusconi si appresta a esigere che docenti e dirigenti scolastici ignorino il dettato costituzionale e i diritti sull’infanzia”.
Per questi motivi il sindacato guidato da Pantaleo, sostenuto dalla segreteria nazionale, si accinge a pubblicare un vero e proprio appello pubblico agli insegnanti: perchè contro il “il reato di soggiorno illegale ricorrano all’obiezione di coscienza. “Ci chiediamo – spiegano i lavoratori della conoscenza Cgil – che relazione esiste tra la tanto acclamata e propagandata volontà di inserire tra le materie scolastiche lo studio della Costituzione e la predisposizione di una legge che si pone agli antipodi di una normale lezione di educazione civica. Una visione così gretta dei rapporti sociali, della funzione educativa della scuola, del ruolo e della funzione di chi ci lavora va respinta e combattuta con forza e per questo invitiamo tutti quanti, personale Ata, docenti e dirigenti scolastici a sottoscrivere l’appello.
E pensare che più di qualche politico la scorsa settimana aveva detto che la scuola non sarebbe stata compresa nella “stretta” del Governo in fatto di immigrazione clandestina. Ora la Flc-Cgil spiega che non è così, poiché la soppressione dell’art. 35, comma 5, del D.Lgs. 286/1988 che prevedeva il divieto di segnalazione, da parte dei medici, dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno, produce effetti anche all’interno della scuola rispetto alle iscrizioni degli alunni immigrati che non avessero effettuato le vaccinazioni obbligatorie e che quindi debbono essere indirizzati alle strutture sanitarie per mettersi in regola.
Così, al pari dei medici e di tutti i pubblici ufficiali, anche i docenti sarebbero costretti a denunciare gli alunni in difetto. È evidente e per noi inaccettabile – continua la Flc-Cgil – il disprezzo per la dignità e i diritti delle persone contenuti in questo disegno di legge. Nei confronti della funzione educativa della scuola e della deontologia professionale dei docenti di questo Paese, tutto questo rappresenta una violenza intollerabile che non possiamo che respingere.