“Deve passare il messaggio che è pericoloso regalare uno smartphone a un bambino: a 6 anni, ma anche a 11, non è ancora maturo per essere lasciato da solo nel mondo virtuale. Non possiamo permetterci che quanto si impara a scuola si disimpari a casa”. Lo ha detto, conversando con il Messaggero, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha così ribadito il motivo per cui dallo scorso settembre l’uso dello smartphone è stato vietato nelle scuole e aggiunto che senza però la collaborazione delle famiglie sarà difficile raggiungere un vero cambiamento.
Il titolare del Mim ritiene che ormai “c’è un problema culturale: ci sono stati ‘cattivi maestri’ che hanno delegittimato l’autorità, il rispetto verso l’autorità. Penso per esempio a Michel Foucault. Chi ancora oggi confonde il rispetto verso l’autorità con l’autoritarismo è pure lui un ‘cattivo maestro’. Il docente o il poliziotto non incutono più rispetto perché si è svalutato il senso dell’autorità. Occorre una svolta culturale all’interno della società”.
A proposito della decisione di bandire dagli istituti scolastici anche le armi improprie, Valditara ha detto che “in pochi mesi sono stati già sequestrati centinaia di coltelli e persino machete. Il coltello purtroppo è diventato una moda, si porta e si esibisce per sentirsi più forti”.
Valditara ritiene che è giunto il momento di “stroncare questa tendenza, per questo abbiamo varato il decreto sicurezza, che il Parlamento ha convertito in legge. Abbiamo vietato e sanzionato la vendita di coltelli ai minori così come il porto di armi improprie. Su queste misure dovremmo essere tutti d’accordo. La scuola, se ravvisa che vi siano situazioni di pericolo al suo interno per la circolazione di armi improprie, può chiedere al prefetto che vi siano controlli con metal detector mobili all’ingresso“.
Infine, il ministro dell’Istruzione ha tenuto a ricordare che “laddove c’è bullismo, violenza e prepotenza non bisogna in giustificare. Basta con il giustificazionismo e con il ‘perdonismo’. Bisogna educare e sanzionare per riaffermare il concetto di responsabilità”, ha concluso Valditara.