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Chiamata diretta, che fine faranno i docenti non scelti? Tutti nelle stesse scuole

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Se i dirigenti scolastici collocheranno nelle loro scuole i docenti migliori, che fine faranno quelli non scelti o che non hanno fatto domanda?

Secondo Pino Turi, segretario generale Uil Scuola, il rischio concreto è che vengano concentrati nelle stesse scuole: “poniamo per un momento – dice il sindacalista – che le azioni di scelta dei dirigenti siano utili per la loro scuola. Tutti i docenti non scelti, per forza di cose, saranno collocati e concentrati in alcune scuole”.

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L’ipotesi formulata da Turi è verosimile, soprattutto per quegli istituti che non hanno ‘postato’ sul proprio sito internet la messa a “bando” dei posti vacanti da assegnare attraverso la chiamata diretta. Che, così, rischiano di essere in qualche modo “puniti”: vi si concentreranno, almeno in alcuni casi, i docenti meno “appetibili”.

Per gestire la chiamata diretta, continua Turi, con “la trattativa sindacale avevamo trovato il giusto equilibrio”: ora invece siamo all’anarchia”.

Per il leader della Uil Scuola, è “sbagliato l’assunto di partenza”: aver adottato una procedura che “si è rivelata errata e dannosa”. E che ora presenta il conto.

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