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Cinema a scuola, i registi fanno sul serio: serve 1 ora a settimana (Video intervista)

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Non era un’iniziativa personale, quella lanciata qualche giorno fa dall’attore e regista Carlo Verdone sull’importanza di portare il cinema a scuola.

 

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Sul progetto di introdurre un’ora nell’orario settimanale della secondaria, di primo e secondo grado, è stato già sensibilizzato il ministero dei Beni Culturali. Dove si sono detti propensi ad accogliere l’iniziativa e a parlarne con i responsabili del dicastero dell’Istruzione.

A confermare alla Tecnica della Scuola che l’iniziativa sta andando avanti è Francesco Bruni, sceneggiatore e regista di film incentrati su spaccati del mondo giovanile moderno, l’ultimo dei quali – “Tutto quello che vuoi” – nelle sale cinematografiche proprio in questi giorni.

 

 

Bruni, che è anche un docente, è lo sceneggiatore di tutti i film di Paolo Virzì, delle commedie di Ficarra e Picone, del primo Mimmo Calopresti. Ha prodotto pure i testi della fiction tv Il Commissario Montalbano.

“Visto l’uso che i ragazzi fanno del materiale audio-visivo, di fiction, anche a casa, specialmente tramite computer – ci ha detto nel corso dell’intervista – noi autori, ma anche i produttori, riteniamo importante metterli nelle condizioni di giudicare la qualità di quello che vedono. Questo vale da un punto di vista sia tecnico che artistico: è ormai necessario”.

A beneficiare delle ore di cinema a scuola non sarebbero solo gli alunni. Lo sceneggiatore e regista, anche di “Scialla (Stai sereno)”, ritiene che “molti film di qualità, soprattutto d’autore, possano essere anche un supporto didattico importante per insegnare alcune materie”.

 

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Quante possibilità ci sono che il ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo accolga la proposta? Secondo Bruni, “da parte loro c’è sicuramente l’intenzione: è una cosa che andrà studiata e messa a regime con i sui tempi. Ma io credo che possa realizzarsi presto”.

In altri Paesi, il cinema a scuola è già una realtà: “All’estero ci sono addirittura dei corsi di scuola superiore in cinema. Quindi, non possiamo che adeguarci a questo trend europeo”, conclude lo sceneggiatore-regista.

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