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Come si manifesta la disgrafia

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Disgrafia è un termine composto da due parole greche: ”Dys” che significa ”difficoltà con ”o “povero” e ”graphia” ovvero scrittura, quindi si intende una difficoltà con la scrittura.

Inizialmente, nel 1940, questa patologia fu definita agraphia, termine ideato dal medico austriaco Josef Gerstmann. Successivamente, H. Joseph Horacek, nel suo libro Brainstorms, descrisse l’agrafia non come caratterizzata da una totale incapacità nello scrivere, ma dalla presenza di carenze nell’ambito della scrittura.

Un alunno disgrafico può manifestare le sue difficoltà in molti modi:

  • scorretta impugnatura della penna;
  • vistose imprecisioni nella copia di figure geometriche;
  • scarsa organizzazione nella gestione dello spazio del foglio su cui scrivere;
  • tendenza a “salire” o “scendere” rispetto al rigo;
  • tratto troppo marcato o troppo leggero;
  • grandezza delle lettere non rispettata.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che possono contribuire a rendere la scrittura scarsamente leggibile.

Inoltre le “abilità di base” particolarmente compromesse in questo tipo di disturbo afferiscono all’area dello sviluppo psicomotorio quali:

  • coordinazione oculo-manuale
  • coordinazione motoria
  • dominanza laterale
  • schema corporeo
  • percezione visiva
  • organizzazione spaziale
  • organizzazione temporale
  • integrazione spazio-temporale(ritmo)
  • attenzione
  • memoria

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