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Alunno 13enne a scuola con penna modificata con lama da taglierino: scoperto dai docenti, la ds chiama i Carabinieri

Ancora armi da taglio a scuola: stavolta ci troviamo a Napoli. Qui un tredicenne è stato scoperto, dai docenti, in possesso di una penna-taglierino. Informata del fatto, la dirigente scolastica ha chiamato i Carabinieri.

Com’è fatta la penna-taglierino

Come riporta Fanpage, il minore è stato trovato in possesso di una penna modificata con una lama da taglierino all’interno, mentre, sul banco, la stava mostrando al compagno. A un primo sguardo sembrava una normale penna biro, ma i docenti hanno scoperto che si trattava di un tubicino di plastica con incastrata una lama di ricambio numero 11, solitamente utilizzata per taglierini di precisione, nascosta da un tappo.

Le conseguenze sul giovane

I militari dell’Arma hanno identificato il ragazzo e informato la Procura per i minorenni, mentre i genitori sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria. Nei confronti dello studente sarà avviato anche un procedimento disciplinare interno.

La scuola ha avviato un confronto con famiglie e docenti con un consiglio straordinario per valutare eventuali interventi educativi e preventivi.

Il testo della direttiva sui metal detector

Di recente si sta parlando della possibilità di installare metal detector nelle scuole, messa nero su bianco su una direttiva all’indomani dell’accoltellamento a morte di uno studente da parte di un compagno a La Spezia.

“Per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici, i sigg. Prefetti, d’intesa con i Dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale luogo di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo, secondo un indirizzo unitario che tenga conto delle priorità emerse e delle esigenze rappresentate”: è questo uno dei passaggi (forse il più significativo) di una direttiva congiunta firmata dai ministri dell’Interno (Piantedosi) e dell’Istruzione (Valditara) per cercare di contenere gli episodi di violenza nelle scuole, diffusa lo scorso 26 gennaio.

“Riguardo ai controlli di sicurezza – si legge ancora nella direttiva – tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato, in sede di Comitato potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo –, secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione Il Ministro dell’Istruzione Il Ministro dell’Interno e del Merito di controlli mirati”.

“Nelle situazioni più gravi – prosegue il documento – previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi”.

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