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Aggiornato il 28.07.2025
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Come valutare gli alunni? I voti sintetici producono chiusura cognitiva, i descrittivi si basano su evidenze: le spiegazioni della professoressa Vannini

Cosa deve fare un insegnante per ben valutare uno studente? A rispondere alla ‘Tecnica della Scuola’ – a margine di un convegno sul professor Aldo Visalberghi svolto a Roma Tre alcuni giorni fa – è Ira Vannini, professoressa ordinaria di Pedagogia sperimentale all’Università di Bologna e direttrice del Crespi.

“Valutare bene – risponde la docente accademica – vuol dire pensare a controllare gli apprendimenti degli studenti, capire quali sono i punti di forza e di debolezza e riuscire ad agire sulle decisioni che gli insegnanti prenderanno per il recupero e per portare tutti a buoni apprendimenti. Il professor Aldo Visalberghi è ancora attuale perché ci ha detto dell’importanza di una misurazione valida e affidabile che si appoggia su solide competenze docimologiche da parte degli insegnanti, i quali devono saper costruire prove, raccogliere informazioni nel modo più corretto e adeguato. A cui possono seguire feedback formativi”.

Vannini ricorda che “se serve una valutazione che conclude un percorso, allora servono giudizi fondati su evidenze e devono essere espressi in modo descrittivo, in modo tale che non siano soltanto un numero, che non dice nulla, ma che possano raccontare allo studente, alla studentessa, alle loro famiglie, che cosa lo studente sa fare, sa fare bene, a che livello. E in cosa invece ha sbagliato, quindi gli aspetti che possono essere migliorati”.

Vannini non è d’accordo con l’attuale scelta ministeriale di valorizzare i voti sintetici, perché, dichiara, “la mente umana nel momento in cui trova qualcosa di troppo sintetico fa una operazione di chiusura cognitiva: non riesce più a vedere altro rispetto a quel numero, dietro al quale però c’è un mondo intero fatto di tante soggettività di insegnanti. I quali dovrebbero confrontarsi fra loro per definire bene quali sono gli obiettivi su cui orientare la valutazione e utilizzare adeguatamente gli strumenti, raccogliere evidenze e far seguire giudizi sulla base di criteri che sono stati fra loro condivisi”.

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