Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nella nota del 25 marzo scorso, riguardante le modalità di partecipazione agli esami di Maturità per l’anno scolastico 2025/2026, ha ribadito un principio già noto: far parte delle commissioni d’esame non è una scelta, bensì un preciso dovere professionale per il personale scolastico coinvolto.
Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, la presenza nelle commissioni costituisce parte integrante delle mansioni dei docenti e dei dirigenti. Non è dunque possibile sottrarsi all’incarico ricevuto, nemmeno nel caso in cui la sede assegnata sia diversa da quella abituale o appartenga a un diverso indirizzo di studi.
Le uniche deroghe ammesse riguardano situazioni di impedimento reale e documentabile, che devono essere valutate dagli organi competenti. Al di fuori di queste circostanze, la rinuncia o l’abbandono dell’incarico non sono contemplati.
Il mancato rispetto delle disposizioni può comportare conseguenze rilevanti sul piano disciplinare. Il MIM sottolinea infatti che ogni docente è direttamente responsabile sia delle informazioni fornite nella domanda di partecipazione, sia della propria effettiva presenza durante tutte le fasi degli esami.
In caso di impossibilità sopraggiunta, è obbligatorio comunicarla tempestivamente: i presidenti devono rivolgersi all’Ufficio scolastico regionale, mentre i commissari, interni o esterni, devono informare il dirigente della propria scuola. La giustificazione dell’assenza deve essere presentata entro tre giorni dall’insorgere del problema.
Il personale non direttamente coinvolto nelle commissioni (quindi Dirigenti e insegnanti non designati) deve comunque restare disponibile fino al 30 giugno 2026.
Ciò implica la presenza in servizio durante le prove scritte e l’obbligo di fornire un recapito aggiornato al dirigente scolastico, così da poter essere contattati in caso di necessità.
Questa misura ha l’obiettivo di garantire eventuali sostituzioni rapide e assicurare il regolare svolgimento degli esami per tutti gli studenti, evitando disagi organizzativi.