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Prima Ora | notizie del 17 giugno

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17.06.2026
Aggiornato alle 17:55

Dalla commissione plenaria: cronaca, quasi in diretta, di come si inizia a “picconare” la credibilità della scuola

Ieri ho partecipato alla cosiddetta “plenaria” della mia commissione di Esame, in una cittadina dell’hinterland milanese. La plenaria è la prima riunione, a ranghi completi, di una commissione (che si articola in due sottocommissioni, pardon, adesso bisogna chiamarle “commissione classe”).
Di solito eravamo in dieci: tre commissari esterni, tre interni per ciascuna classe, il presidente. Quest’anno eravamo esattamente la metà, perché uno dei commissari interni, quello di scienze, ha entrambe le classi. Cinque commissari in tutto, più il presidente (una bravissima collega di inglese): poco più che un gruppo di amici al bar. Perchè nessuno parla di quello che sta succedendo? L’esame di Stato viene progressivamente svuotato di ogni significato. Come ho già scritto, l’unico modo fermare questo smottamento sarebbe introdurre di nuovo il voto finale come criterio di ammissione all’università, temperato come volete con altri parametri. Altrimenti, è proprio un rito inutile. 

Una novità di quest’anno che non viene mai discussa è il fatto che il voto INVALSI, meglio, il livello di competenza raggiunto, viene inserito nel Curriculum dello studente. Non viene usato per il voto finale: è ovvio, se il progetto finale è quello di svuotare dall’interno il senso del percorso scolastico tradizionale. Il livello di competenza compare ed è facilmente immaginabile una situazione in cui lo studente che sceglie di entrare subito nel mondo del lavoro e che presenta il curriculum dello studente (appunto) scopra che l’imprenditore che lo vuole assumere tenga più conto di questi risultati (proposti da un organismo che NON è la scuola italiana e che NON fa capo al Ministero dell’Istruzione, ma è un ente autonomo (anche se teoricamente deve seguire i criteri del Ministero). In altre parole: è un’altra picconata alla credibilità della scuola. Forse nei licei la cosa ha un peso minore dato che gli studenti tendenzialmente proseguono all’Università. Ma resta il fatto che da quest’anno esistono ufficialmente DUE canali di valutazione dello studente, che compaiono entrambi nel Curriculum.

Martino Sacchi

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