Home Precari Concorsi, PAS, precariato: Lega e M5S su posizioni distanti. Maggioranza a rischio

Concorsi, PAS, precariato: Lega e M5S su posizioni distanti. Maggioranza a rischio

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Deputati e senatori del M5S stanno affilando le armi: nel passaggio parlamentare, il provvedimento annunciato dal Governo sui PAS e su un concorso straordinario per l’assunzione dei docenti di scuola secondaria con 3 anni di servizio potrebbe infatti creare non pochi problemi all’interno della maggioranza.

Azzolina: le priorità sono altre

Già nei giorni scorsi Lucia Azzolina concludeva un suo post su FB con un avvertimento non propriamente amichevole (“A buon intenditor poche parole, ci vedremo in Parlamento”).

Azzolina faceva anche un lungo elenco di temi da lei considerati assolutamente prioritari, a partire dallo svuotamento delle GAE, per restare sul tema del reclutamento: “Abbiamo circa 50.000 persone solo in Gae, persone che in passato hanno fatto prove selettive. Quando le vedremo tutte assunte? Mi piacerebbe vederle assunte tutte a settembre. Se c’è un’emergenza come più volte MIUR e sindacati hanno ribadito, se si dice che non abbiamo docenti penso che queste persone, insieme ai vincitori e idonei di concorso, devono avere la priorità assoluta. Quindi assumetele”.

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Ma poi c’è un tema sul quale il M5S si era molto speso durante la campagna elettorale: “Far tornare a casa i docenti che avevano vinto un concorso regionale e con la Legge 107/2015 sono stati costretti ad abbandonare la regione, pena il ricatto della cancellazione dalla graduatoria di merito”.

Bianca Laura Granato: posizioni distanti fra Lega e M5S

Per parte sua la senatrice Bianca Granato non va tanto per il sottile e, al telefono con noi, dichiara: “Sulla questione del reclutamento è ormai chiaro che noi e la Lega siamo su posizioni molto distanti e in questo momento un punto di incontro lo vedo davvero difficile”.

“Oltretutto – aggiunge Granato – c’è una questione di non poco conto legata al calendario dei lavori parlamentari: la Lega vorrebbe inserire nel decreto crescita un emendamento che recepisca l’accordo sottoscritto nei giorni scorsi con i sindacati. Ma il decreto crescita deve essere approvato entro il 30 giugno e questo significa che non ci sarà tempo per esaminare a fondo la proposta; l’emendamento potrebbe addirittura essere presentato in aula con il rischio che sul decreto venga posta la fiducia”.

“A quel punto – conclude – diversi parlamentari del Movimento potrebbero trovarsi in difficoltà con conseguenze al momento non preventivabili. Io sono stata mandata in Parlamento da elettori che mi hanno dato un mandato ben preciso: difendere la qualità della scuola. E per me questo obiettivo viene prima di ogni altra cosa e non può essere messo in discussione”.

Provando a tradurre dal linguaggio della politica: sul decreto crescita il Governo potrebbe anche non tenere; forse la spaccatura che c’è stata sul finanziamento a Radio Radicale è solo una prima avvisaglia.

Il punto di Reginaldo Palermo, vicedirettore de La Tecnica della Scuola.