Home Personale Confedir: il sottosegretario del Miur, Davide Faraone, farnetica

Confedir: il sottosegretario del Miur, Davide Faraone, farnetica

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Attacco durissimo anche contro la “proposta di legge d’iniziativa popolare, che sta velocemente circolando nelle scuole e sulla stampa, affiancata dai resuscitati alfieri del preside elettivo e sostenuta dalla CGIL Scuola, il più forte sindacato di comparto, nel mentre CISL, UIL e SNALS restano defilati, se non completamente silenti”.

“Di modo che il risorto preside, completamente svincolato da ogni incombenza burocratico-amministrativa-contabile-negoziale, in una parola gestoria e organizzatoria, possa esclusivamente dedicarsi al coordinamento della didattica, secondo un modello già superato dai decreti delegati degli anni Settanta (cfr. art. 3 del D.P.R. 417/74, ora trasfuso nell’art. 396 del D.LGS 297/94) e risalente al Regio decreto 30.04.1924, n. 965, artt. 10 ss.: di un soggetto preposto alla conduzione – collegiale – della struttura didattica e –gerarchicamente sottoposto al provveditore – alla struttura amministrativa dell’istituto, con funzioni di sovraintendenza al buon andamento didattico, educativo e amministrativo”.

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Farneticazioni dunque quelle di Faraone, per Dirigentiscuola “siano esse il frutto di ingenuità, di aperta malafede e/o di disegno “criminoso” teso a giustificare l’attuale miserevole retribuzione, quand’anche sembrino astrattamente una plausibile reazione nei confronti di chi tende alla completa omologazione della dirigenza scolastica con la dirigenza amministrativa, secondo il mantra per cui l’unica dirigenza vera è quella burocratica, garante della sola legittimità formale degli atti e della regolarità delle procedure, ciò è a dire legata alla cultura dell’esatto adempimento”.

“Questa è una logica schizzata”, tuonano i dirigenti di questo sindacato, “solo delle persone ideoligizzate e/o completamente ignare dell’attuale ruolo del dirigente scolastico o, peggio, ancora, ancorate ai ricordi della propria esperienza scolastica, può fare simili farneticanti affermazioni”.

“Semmai sarebbe opportuno licenziare un testo ricognitivo che sollevi i tanti interpreti dalla fatica di ricavare in via ermeneutica la norma dal complesso delle disposizioni disseminate nell’ordinamento giuridico di settore e generale, con esiti, inevitabilmente, controversi per definizione.”

“Fino a quanto”, continua il comunicato dei dirigenti di questa associazione, “a farneticare era la CGIL non ci faceva caso più nessuno tanto erano anacronistiche le nostalgiche farneticazioni, che ora a sostenere quelle obsolete e scelerate tesi sia un sottosegretario di Stato alla P.I., non può che destare sospetti e non può lasciare indifferenti. Ci permettiamo, anche per motivi anagrafici e grazie all’esperienza maturata sul campo in 30 anni di dirigenza, di consigliare al Sottosegretario Faraone di ricordare che quando parla in veste ufficiale e come uomo di Governo farebbe bene a informarsi prima e a misurare le parole, non fosse altro per non contraddire il Suo stesso Capo del Governo che non perde occasione per affermare che il Dirigente Scolastico è un dirigente tanto quanto se non più degli altri dirigenti. Oppure Renzi ha cambiato idea e sonda le reazioni della categoria tramite un Suo delfino? Di certo un dirigente scolastico non avrebbe alcuna difficoltà a dirigere un ufficio con cinque dipendenti o a fare il Sottosegretario di Stato alla P.I. Quanti dirigenti dell’amministrazione e/o Sottosegretari di Stato, sarebbero capaci di dirige una scuola con tutte le responsabilità e le competenze che abbiamo sintetizzato, da anni, nell’allegata tabella e che consigliamo al sottosegretario Faraone di leggere attentamente.

Non è per caso, caro sottosegretario, che ogni tanto bisogna spararne una grossa, tipo l’esternazione che le occupazioni delle scuole (un reato tollerato per troppo tempo, una devastazione delle strutture pubbliche, una interruzione di un pubblico servizio) fanno crescere e maturare (… la delinquenza, il disprezzo della cosa pubblica, delle istituzioni, ecc…!!!), per apparire, per far si che si parli di “Noi, anche male, purché si parli”?

Vogliamo augurarci che il Presidente Renzi smentisca le affermazioni del sottosegretario Faraone, così come ha già fatto in altre occasioni, e noi saremo tutti felici di ammettere che abbiamo capito male”.