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Contrasto alla pedofilia, scuole in prima linea contro gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei minori: i contenuti del Piano nazionale

Lara La Gatta

Scuole protagoniste nella lotta alla pedofilia e agli abusi sui minori.

È quanto prevede il Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori 2025-2027, presentato durante la Conferenza nazionale sull’infanzia e sull’adolescenza, che si è svolta a Roma nelle giornate del 2 e del 3 ottobre 2025.

Il Piano attribuisce un ruolo centrale al sistema educativo italiano nel rafforzamento delle strategie di tutela per l’infanzia e l’adolescenza. Le istituzioni scolastiche sono considerate contesti chiave per la promozione della prevenzione, l’identificazione precoce dei rischi e lo sviluppo di un’educazione digitale consapevole.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) è un attore direttamente coinvolto in questo processo, facendo parte dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile.

Standard formativi obbligatori per docenti e operatori

Una delle priorità del Piano, inquadrata nell’area strategica della Prevenzione, è l’Azione 1, volta a definire e sviluppare orientamenti nazionali condivisi in materia di standard formativi per gli operatori che lavorano a contatto con i minorenni.

Tra i destinatari finali di questi percorsi formativi standardizzati vi sono espressamente i professionisti e gli operatori del settore educativo-scolastico, come insegnanti ed educatori. L’obiettivo fondamentale è dotare questi professionisti delle competenze necessarie per prevenire, individuare, far emergere e gestire i casi di abuso. Si intende garantire una formazione che sia il più possibile standardizzata, aggiornata e continua, focalizzata sull’identificazione tempestiva delle situazioni a rischio, sia online che offline, anche promuovendo il numero di pubblica utilità 114.

Educazione digitale e consapevolezza critica

L’area strategica “Educazione” include l’Azione 4, che ha come obiettivo primario la messa a sistema del patrimonio informativo relativo ai pericoli online e offline per promuovere la capacità di valutazione degli studenti, con il coinvolgimento delle famiglie.

Il Ministero dell’istruzione e del merito è il soggetto attuatore di questa iniziativa. L’azione mira a fornire ai minorenni gli strumenti cognitivi e comunicativi necessari per riconoscere situazioni a rischio e chiedere aiuto, favorendo un’educazione digitale consapevole e responsabile.

Gli interventi informativi si svolgeranno direttamente presso gli istituti scolastici, in particolare nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Tali attività saranno integrate con il curricolo dell’educazione civica dedicato alla cittadinanza digitale e in coerenza con le Linee guida del MIM.

Per garantire l’efficacia degli interventi, è prevista la collaborazione con la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Potranno essere coinvolti anche operatori/formatori esperti attivi presso i Centri per la famiglia. L’impatto atteso è un aumento della capacità di valutazione critica e della consapevolezza dei minorenni sui pericoli.

Patti educativi digitali per un’alleanza territoriale

Un’ulteriore iniziativa che coinvolge direttamente il contesto scolastico è l’Azione 6, che promuove la diffusione di patti educativi digitali territoriali.

Questi patti sono concepiti come accordi tra famiglie, scuole, istituzioni e l’intera comunità educante, finalizzati a limitare l’utilizzo non controllato degli strumenti elettronici, in particolare gli smartphone, e a garantire un ambiente online sicuro, mitigando i rischi di violenza e abuso.

Le scuole, di ogni ordine e grado, possono essere promotrici di tali patti, con la possibilità di inserire una sezione specifica nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). I destinatari includono le scuole primarie e secondarie, gli insegnanti, e gli operatori dei Centri per la famiglia.

Continuità con le azioni precedenti

Queste nuove azioni si inseriscono nel solco di un impegno già avviato. Il monitoraggio del precedente Piano Nazionale (2022-2023) ha evidenziato che il Ministero dell’istruzione e del merito era già attivo nella formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici tramite la Piattaforma ELISA e nel monitoraggio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Inoltre, in collaborazione con il MIM, la Polizia Postale aveva già realizzato campagne itineranti per la sensibilizzazione di minori, genitori e insegnanti sull’uso consapevole delle nuove tecnologie.

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