Home Mobilità Contratto mobilità: ok per Cisl, pollice verso per Gilda

Contratto mobilità: ok per Cisl, pollice verso per Gilda

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I commenti di Cisl e Gilda sul contratto in materia di mobilità sono diametralmente opposti.

Maddalena Gissi, segretaria nazionale di Cisl Scuola, è visibilmente soddisfatta: “Non ho difficoltà a dire che si respira da qualche tempo, almeno nella scuola, un’aria un po’ diversa, e gli accordi di ieri sera ne sono chiara testimonianza. Sulla mobilità si giocano aspetti importanti del rapporto di lavoro: perdere o mantenere una sede di servizio, permettere e favorire la continuità didattica, far fronte a esigenze di carattere personale e familiare”

Secondo Gissi, con l’accordo sulla chiamata diretta sottoscritto nella serata dell’11 aprile, “per la prima volta si è sperimentato in concreto cosa vuol dire riconsegnare alla contrattazione la gestione del rapporto di lavoro”.
“È toccato a noi della scuola
– aggiunge la segretaria Cisl – attuare per primi un aspetto fondamentale dell’accordo del 30 novembre 2016, e abbiamo dimostrato che la strada tracciata da quell’intesa è praticabile e utile”.

 

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Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, è altrettanto risoluto, ma sul versante opposto: “Non abbiamo firmato il contratto sulla mobilità 2017/2018 per coerenza con la posizione di intransigente contrarietà verso la chiamata diretta e agli ambiti territoriali previsti dalla legge 107/2015. I cosiddetti criteri oggettivi, cui dovrebbe attenersi il dirigente scolastico per individuare i docenti da impiegare nella propria scuola, non tengono in alcun conto l’esperienza professionale maturata nella disciplina insegnata, mentre vengono valorizzate competenze di semplice carattere organizzativo. Anche la possibilità di scegliere fino a un massimo di cinque scuole è transitoria, in quanto dal prossimo anno scolastico opererà in pieno la legge che prevede esclusivamente i trasferimenti su ambiti territoriali”.

“Le problematiche, dunque, si riproporranno inalterate e immaginiamo già lo stato di confusione in cui si ritroveranno le scuole che dovranno provvedere alla chiamata diretta. Il nostro obiettivo – conclude Di Meglio – resta l’urgente modifica della legge 107 con l’eliminazione di ambiti e chiamata diretta”.