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Coronavirus, diritto allo studio degli alunni disabili: le soluzioni proposte dalla FIRST

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Abbiamo pubblicato sul nostro sito le FAQ elaborate dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, indirizzate alle persone disabili e a coloro che prestano assistenza in questo periodo di emergenza da Coronavirus.

In proposito, la FIRST (Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità) è intervenuta sulla questione chiedendosi “come garantire il diritto allo studio delle persone più fragili, che come tale hanno bisogno di essere sostenuti e assistiti da personale specializzato, con rapporti spesso ad personam, con la garanzia primaria del diritto alla salute e alla vita”.

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Tra le FAQ di cui sopra, la FIRST ne segnala in particolare una:

Durante la sospensione del servizio scolastico, viene garantita l’assistenza agli alunni con disabilità?”

Sì. Durante la sospensione del servizio scolastico e per tutta la sua durata, gli enti locali possono fornire, tenuto conto del personale disponibile, l’assistenza agli alunni con disabilità mediante erogazioni di prestazioni individuali domiciliari. Queste prestazioni sono finalizzate al sostegno nella fruizione dellw attività didattiche a distanza.

Un pasticcio di tale portata – scrive la FIRST in un lungo comunicatopuò essere stato generato solo da due fattori:

  • qualche pressione e/o sollecitazione ricevuta da qualcuno che ha persino scritto nero bianco tale proposta priva di senso;
  • scarsissima conoscenza della complessità del lavoro svolto dagli assistenti.

Per capire la portata di tale guazzabuglio è appena il caso di evidenziare che, secondo la nota del vademecum, i docenti avrebbero dovuto predisporre la “didattica a debita distanza”, mentre  mandrie di assistenti sarebbero dovuti andare a domicilio degli alunni, con tutti i rischi annessi e connessi di cui abbiamo detto sopra ed esplicitati in modo nettissimo da tutti i decreti fin lì adottati.

Ora ricordiamo che il DPCM ha portata nazionale e si applica a tutto il territorio, ivi comprese le zone maggiormente colpite dal virus e dai decessi, in tali zone, con una semplicità disarmante e preoccupante, l’Ufficio per le Politiche della Disabilità, ha potuto scrivere e/o immaginare che orde di assistenti potevano tranquillamente recarsi a case dei bimbi più fragili, al NORD, come al CENTRO E AL SUD!

Ritenuto che chi ha scritto quella nota verosimilmente non ha ben compreso chi fossero gli assistenti, segnaliamo che dove è previsto e disciplinato, in molte Regioni, gli assistenti non sono solo quelli all’autonomia e comunicazione o diversamente chiamati, ma anche gli assistenti igienico – personale!

Pertanto si prevedeva che a casa dei bimbi più fragili potessero andare sia i primi sia i secondi, tutti insieme appassionatamente, il tutto in un clima di “ciascuno resti a casa e limiti i contatti con terze persone”.

La FIRST evidenzia anche un altro aspetto: “tali assistenti possono dare un apporto, in larghissima parte, solo se lavorano in “sinergia“ con i docenti ed il loro lavoro è quasi impossibile a domicilio, senza la presenza del docente e con l’obbligo primario del distanziamento, nonché con tutte le altre precauzioni imposte dalla scienza!“.

Le soluzioni proposte

Queste dunque sono le soluzioni realistiche proposte dalla Federazione:

  • Per tutti coloro che possono lavorare a distanza, tenuto conto della particolare condizione di funzionamento della disabilità dell’alunno/a, si attui la predisposizione di un progetto condiviso con il consiglio di classe e la famiglia, di potere svolgere le proprie funzioni di assistenza specialistica, direttamente legata alla didattica di competenza dei docenti, di offrire la prestazione a distanza per tutte le ore indicate nei rispettivi PEI in sinergia con i docenti, anche a supporto e/o consulenza agli stessi docenti e ai familiari;
  • Per tutti coloro che non saranno nelle condizioni di lavorare, neppure a distanza, a motivo del particolare funzionamento della persona con disabilità, garantire il diritto agli ammortizzatori sociali o altre forme di integrazione del reddito, come pare si stia prevedendo;
  • Qualora non fosse possibile garantire integralmente a distanza tutte le ore da PEI, garantire la stessa retribuzione prevista anche per le ore non lavorate per cause non imputabili;
  • Sia il MIUR a dettare delle linee guida in ordine alle modalità attraverso le quali le scuole devono predisporre delle piattaforme telematiche per consentire agli operatori senza oneri a loro carico la prestazione a distanza;
  • Si predisponga il progetto educativo a distanza elaborato dal GLHO, con il contributo degli assistenti all’autonomia e comunicazione e la partecipazione della famiglia e degli alunni mediante collegamenti telematici;
  • Per gli assistenti igienico personale, essendo la loro funzione strettamente collegata alla presenza dell’alunno, appare ovvio che ad essi possa essere garantita solo la misura degli ammortizzatori sociali.

Comprendiamo le necessità delle famiglie – conclude la FIRST – , sappiamo e conosciamo le loro grandissime difficoltà, le paure a che i loro figli perdano quegli apprendimenti faticosamente acquisiti e di cui hanno bisogno,  siamo totalmente solidali con loro, ma, allo steso tempo, se dall’altra parte della medaglia vi è la garanzia del diritto alla salute e alla vita, la FIRST ritiene che questo è il periodo in cui bisogna tutti stringere i denti, elevare il senso della responsabilità e autoresponsabilità che le famiglie conoscono benissimo e porci nelle condizioni di recuperare il terreno perduto, già da questo anno, come tutti ci auspichiamo nel più breve tempo possibile”.

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