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Coronavirus, dona la borsa di studio alla Sanità in ginocchio: docenti e ricercatori lo seguono

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Ha ceduto lo stipendio di aprile al ministero della Salute per impegnarlo in attività anti-Covid19, come l’acquisito di macchinari, ausili e medicinali che in diversi nosocomi continuano a scarseggiare: il gesto è stato intrapreso, come segno di riconoscenza, da un dottorando di 30 anni originario dell’India, della Scuola Normale di Pisa, Akash Deep Biswas, per ‘contraccambiare’ le borse di studio ottenute nel tempo dal Governo italiano.

I motivi del gesto

“Ogni mese – ha spiegato il dottorando – ho accettato le borse di studio dal Governo italiano per la mia carriera di ricerca, penso sia l’ora di contraccambiare. Con la presente, chiedo e autorizzo di donare il 100% del mio stipendio di aprile al Dipartimento della Salute italiano. Sarei estremamente felice se mi fosse data la possibilità di fare qualcosa per questo Paese”.

Il cuore grande della Normale di Pisa

A fine marzo, il 30enne ha inviato un messaggio alla direzione e a tutte le componenti accademiche.

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E l’invito è stato raccolto. L’esempio del dottorando è stato seguito da altri lavoratori dell’Università toscana: docenti, ricercatori, impiegati e tecnici della Normale. Anche loro hanno deciso di devolvere interamente il loro stipendio di aprile alla sanità pubblica.

La Normale ha precisato che “la stessa Scuola si è fatta garante della donazione: è stata quindi stabilita una procedura ufficiale”, da alcuni giorni “disponibile sulla home page del sito istituzionale sns.it“.

Per dare seguito a queste richieste i vertici istituzionali, coordinandosi con l’ufficio legale e l’area bilancio della Scuola Normale, hanno predisposto una procedura coerente con il Decreto Legge 18/2020 sulle erogazioni ad enti pubblici e del sistema sanitario nazionale a sostegno delle misure contro l’emergenza epidemiologica Covid-19.
L’avviso dell’ateneo è rivolto anche a tutti i cittadini e sarà aperto fino al 30 aprile.

La scuola voleva cedere i soldi della DaD

Ricordiamo che nei giorni scorsi nella scuola si era formato un nucleo corposo di associazioni e cittadini che avrebbero potuto versare lo stanziamento di 85 milioni di euro, destinato dal Governo con il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 per consentire l’attivazione di percorsi di didattica a distanza, interamente alla Sanità statale pubblica, quasi al collasso per il duro impegno attuato per affrontare l’emergenza da Covid-19, in particolare nelle regioni del Nord.

L’intendimento è stato anche confermato da un sondaggio realizzato dalla Tecnica della Scuola, dal quale è risultato che degli oltre 4 mila partecipanti ben il 94 per cento avrebbe preferito cedere quei soldi per l’acquisto di mascherine e respiratori.

Corsi di orientamento on line per i maturandi

Intanto, sempre la Scuola Normale di Pisa ha avviato dei corsi di orientamento per gli studenti delle superiori: a causa dell’emergenza Coronavirus, le lezioni si svolgeranno esclusivamente on line.

L’annuncio è stato fatto dal direttore della Normale Luigi Ambrosio, con una lettera inviata a oltre 4 mila dirigenti delle scuole medie superiori italiane.

Per la prima volta da quarant’anni, spiega una nota, questa opportunità di approfondimento e di confronto pensata per orientare gli studenti più motivati del paese alla scelta universitaria migliore, si svolgerà non dal vivo: le lezioni di professori universitari, di ricercatori, di personalità del mondo istituzionale, della cultura e delle professioni agli allievi selezionati si terranno a distanza sul web, anziché in presenza.

Tra il 10 e il 26 luglio si svolgeranno dunque le lezioni online destinate a circa 200 tra i migliori studenti delle scuole medie secondarie del paese, attualmente in quarta superiore. Prosegue quindi la raccolta delle candidature, che potranno essere formulate dai dirigenti scolastici alla Scuola Normale, e che resteranno lo strumento principale per la selezione degli studenti ammessi ai corsi online, con scadenza il 17 aprile.

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