Home I lettori ci scrivono Coronavirus, lettera di una preside ai propri alunni

Coronavirus, lettera di una preside ai propri alunni

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Carissimi alunni, genitori, personale docente e ATA,

Non avremmo mai immaginato di vivere questo Tempo, arrivato con la forza di un’onda impetuosa che ci ha imposto di accettare i nostri limiti, per il solo fatto di essere Uomini. L’emergenza sanitaria ha sortito l’effetto di abbattere le “differenze” di razza, di genere, di ceto sociale e la certezza di essere “sani”. Quel piccolo virus riguarda tutti Noi, senza distinzione di sorta, richiamati all’unione di tutte le nostre forze contro un nemico invisibile.

Inizialmente abbiamo provato incredulità e un senso di solitudine, emozioni che si provano quando si è alla ricerca di qualcuno o di qualcosa ovvero di risposte certe, al fine di rasserenare i nostri animi, ripetendoci che presto saremmo tornati al nostro vivere quotidiano.

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Le aule della Nostra scuola si sono riempite di silenzio, la campanella che scandisce il ritmo delle nostre giornate scolastiche ha iniziato a prescrivere un Tempo nuovo: cortili vuoti delle corse e delle vostre voci allegre e spensierate nonostante i primi cenni di una primavera che vi “attende”; aule e banchi vuoti, luci e computer spenti; “un urlo” che ribadisce con forza che la scuola siete Voi alunni, veri protagonisti attivi della comunità scolastica.

Oggi siamo ancora qui a rinnovarci l’augurio di vivere presto il nostro Tempo! Ed è chiaro come la luce di un lampo che non ci arrenderemo ragazzi! Ci siamo ripetuti per giorni che non poteva capitare proprio a Noi ciò che fino a pochi mesi fa era “inscatolato” nello schermo del nostro televisore, tra i festeggiamenti di Natale e Capodanno. Abbiamo iniziato a vivere un “raggio di socialità” che ci ha imposto di tenere quel metro di distanza tra Noi e gli Altri. E così abbiamo avvertito con forza il nostro desiderio di Con-Essere, di vivere con gli Altri, con la mente qui ma con il cuore altrove! Ci siamo resi conto che dovevamo vivere una dimensione “speciale” in risposta ad un nuovo “bisogno educativo speciale” che, stavolta, senza alcuna “etichetta” aveva bussato alla porta e al cuore di tutti Noi, senza alcun preavviso. Potevamo e dovevamo rispondere a quel bisogno, richiamando competenze sociali e civiche in un contesto nuovo.

Bateson ci ricorda che “il contesto è necessario alla descrizione di tutti i processi in lontana relazione tra di loro. E’ il contesto che legge e fissa i significati”. Potevamo e dovevamo garantire il vostro diritto all’apprendimento e alla continuità didattica, attivando la didattica a distanza, esprimendo vicinanza soprattutto a Voi cari alunni, mantenendo il dialogo educativo, abbattendo le distanze. E così abbiamo vissuto lo stesso bisogno di essere “inclusi” in una nuova comunità di apprendimento, nata spontaneamente.

Al potere esperto dei vostri docenti va il mio più sentito ringraziamento per aver reagito allo stato di emergenza, ripristinando con la didattica a distanza il dialogo educativo, grazie all’Amore educante, l’unico in grado di fare luce quando si resta al buio! Ognuno di loro ha acceso in pochi giorni la propria candela e di candela in candela è stata fatta luce su uno dei momenti più bui della scuola italiana. I processi educativi che stiamo vivendo a distanza sono mossi dall’Amore educante che ci fa avvertire che, spesso, il cielo con le sue infinite possibilità non sta sotto o sopra di Noi, ma dentro di Noi!

Un ringraziamento va a Voi genitori che avete dimostrato con fattiva collaborazione la volontà di divenire parte attiva del nuovo ambiente di apprendimento della didattica a distanza, a dimostrazione che la saggezza umana è vissuta in semplicità e solo la Bellezza che è in Noi ci consente di poterla vedere negli Altri! Insieme ce la faremo restando a casa, ma con il cuore al Tempo e alla vita che presto torneremo a vivere!

Sì carissimi alunni, si vive spesso con la mente qui, al nostro presente, ma con il cuore altrove e nell’attesa ci viene data la più grande lezione di cittadinanza attiva, “agita”, lontana dai banchi, dalle lavagne di ardesia, dalle Lim e dagli ambienti di apprendimento noti.

Ci hanno ricordato l’importanza di rispettare le regole, di vivere in com-unione nel rispetto degli Altri e per il bene comune; ci hanno assegnato il più grande “compito di realtà”, al fine di dimostrare il nostro livello di “autonomia e responsabilità”, le nostre competenze sociali e civiche in un momento di ansia, paura, sentimenti che rischiano di offuscare la ragione lasciando spazio al libero arbitrio.

Il richiamo all’Ethos collettivo è forte nonostante le distanze, allo sviluppo dei valori della solidarietà, del riconoscimento reciproco e dell’identità di ciascuno di Noi per una piena cittadinanza. Una vera e propria “bottega di democrazia”.

La più grande lezione che tutti Noi abbiamo ricevuto è che la scuola ha saputo in questo Tempo essere “esperta di umanità”, creatrice di un nuovo valore di civiltà.

Ciò che conta è dare valore alla Nostra esperienza che cambierà lo spirito di tutti con rinnovata speranza per un futuro che non tarderà ad arrivare, se restiamo uniti con la mente e con il cuore.

Questo Tempo ricorda la vicenda di Siddhartha del romanzo del grande Hermann Hesse, un resoconto delle vicende esistenziali che stiamo vivendo in questo Tempo e sicuramente in essa si ritrovano inquietudini, incertezze, tensioni che contraddistinguono l’animo umano in conflitto tra materialità e spiritualità, che muove alla ricerca di una nuova realtà. Nel romanzo Siddartha guarisce dalla grave malattia di non sapere amare nulla e nessuno; una malattia che si guarisce trovando il bene con il bene! Questa scoperta viene resa possibile dal barcaiolo che guida la zattera da una sponda all’altra del Fiume (contesto di vita) e insegna a Siddartha ad ascoltare le sue mille voci. Un barcaiolo che fin dal primo incontro mostra al giovane protagonista come operare per trovare il bene!

La vicenda di Siddhartha ci ricorda che ciascun essere umano, soprattutto in momenti difficili della propria vita avverte il bisogno di incontrare una “Presenza buona”, un traghettatore (maestro, amico, padre, madre) che gli insegni ad apprendere il valore di ogni esperienza. Cari alunni, continuate a studiare con impegno e dedizione e seguite con viva partecipazione i vostri docenti.

Questa traversata la affronteremo tutti insieme con la forza necessaria, restando uniti!

L’apparente e iniziale sottomissione che il virus ci ha imposto è parte del cammino verso il “Risveglio”. In questa tempesta non siamo soli; è tempo di super-eroi, in carne ed ossa, cavalieri che lottano per noi senza tregua nelle corsie degli ospedali, con la scaltrezza e l’incisività dei veterani incalliti; il personale sanitario ci condurrà verso acque più tranquille mentre la nostra bussola interiore punterà a Nord, verso il viaggio della speranza.

Colgo l’occasione per ringraziare il team digitale, il DSGA e i miei più stretti collaboratori per aver reso possibile la gestione di questa emergenza, il Consiglio d’Istituto e le Amministrazioni comunali di Roncade e Monastier per il supporto e la collaborazione. Ringrazio il personale ATA per la fattiva collaborazione e straordinaria compostezza con cui hanno atteso le dovute disposizioni, con grande senso del dovere.

Insieme ce la faremo! Festeggeremo il Tempo della vittoria con un inno alla vita! Nell’attesa abbraccio con affetto e stima tutti Voi.

Io resterò qui ad aspettarVi!

 Anna Maria Vecchio

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