Scrivo a nome di molti docenti di Educazione Motoria della scuola primaria, vincitori di concorso pubblico, per portare alla vostra attenzione una realtà che riteniamo meriti spazio e approfondimento nel dibattito pubblico.
L’introduzione dell’Educazione Motoria nella scuola primaria ha rappresentato un passaggio storico e positivo per il sistema scolastico italiano. Tuttavia, dietro a questo avanzamento normativo, esiste una condizione lavorativa e umana che oggi resta in gran parte invisibile.
Molti di noi lavorano a centinaia, talvolta a oltre mille chilometri dalla propria città di origine. In diversi casi, per rispondere alle esigenze del servizio scolastico, abbiamo compiuto scelte importanti e spesso irreversibili: acquistato una casa, trasferito la famiglia, cercato di costruire una stabilità personale e professionale nei territori di assegnazione. Tutto questo dopo aver superato un concorso pubblico, investendo anni di studio, formazione e sacrifici.
Nonostante ciò, accade frequentemente che, da un anno all’altro, si sia costretti a cambiare scuola o addirittura città, a causa di un’organizzazione che rende sufficiente la perdita di una sola classe per determinare la condizione di “perdente posto”. Ne deriva una precarietà di fatto che contrasta con il percorso concorsuale superato e con l’idea stessa di stabilità legata al ruolo docente.
Questa instabilità non incide solo sulla vita dei docenti, ma ha ripercussioni dirette anche sugli alunni, che vedono interrompersi la continuità educativa proprio in una disciplina che richiede progettualità, progressione e relazione.
Riteniamo che raccontare queste storie non significhi rivendicare privilegi, ma dare voce a una categoria che chiede semplicemente coerenza tra il valore del concorso pubblico, il merito dimostrato e le condizioni reali di lavoro. Completare e migliorare la riforma dell’Educazione Motoria nella scuola primaria non è solo una questione organizzativa, ma una scelta che riguarda la qualità della scuola e il rispetto delle persone che la rendono possibile ogni giorno.
Ringraziandovi per l’attenzione e confidando nella Vostra sensibilità verso temi di interesse collettivo, restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti o testimonianze.
Andrea Dimauro