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Coronavirus, un mese in quarantena. Il 79% degli studenti è stressato, triste e confuso

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Sono quattro settimane che l’Italia vive chiusa in casa. Una situazione che pesa soprattutto gli studenti, più di tutti abituati alla socialità, a fare sport e a non fermarsi mai.

Come stanno, dunque, i ragazzi? Studenti.it lo ha chiesto attraverso un’indagine sul sito, a cui hanno partecipato, in soli due giorni, oltre 10.000 giovani.

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Dal sondaggio emerge che la quarantena pesa sulla condizione psicofisica degli studenti: solo il 21% di loro è sereno, mentre il 79% non sta al meglio: il 23,3% si definisce stressato, il 14,9% depresso, il 13,4% confuso, il 12,5% triste e, infine, il 10,5% apatico. Per il 28,6% degli intervistati a pesare è soprattutto la prospettiva di altre settimane di quarantena, per il 24% la causa dello stress sono le preoccupazioni scolastiche.

Per altri sono diverse le fonti di stress: il 22% soffre di non poter uscire, mentre sul 20,2% pesano le notizie che arrivano quotidianamente. Al 42% manca poter abbracciare le persone care, mentre al 26,5% la possibilità di uscire di casa.

Lo sport manca al 12,4% degli intervistati, al 10,6% non manca nulla, mentre l’8,5% ha soprattutto nostalgia della scuola.

La scuola torna di continuo nelle riflessioni e negli sfoghi dei ragazzi. Se la notizia della loro chiusura all’inizio è stata accolta con euforia dal 26% degli studenti, il 43,4% di loro si è subito preoccupato, mentre al 13,2% l’evento ha provocato uno stato d’ansia.

La quarantena – e di conseguenza la didattica digitale – ha contribuito a cambiare anche il rapporto con i professori: secondo il 28% degli intervistati è migliorato, mentre per il 45% è rimasto uguale. Per il 27% invece è cambiato in peggio.

I ragazzi sono preoccupati per come e quanto potrà incidere l’emergenza sanitaria sulla condizione economica delle loro famiglie. Il 46,6% degli studenti è convinto che la quarantena peserà sulle finanze di casa e solo il 22,5% di loro è tranquillo su questa tematica.

Il tema più sentito è la situazione economica dell’Italia (29%), cui segue il timore che possa verificarsi una nuova emergenza sanitaria (20%). Il 17,7% è preoccupato dalla prospettiva del verificarsi di altre catastrofi dovute alla fragilità ambientale e, infine, per il 12% torna la preoccupazione per la situazione economica della propria famiglia. Solo il 10% si definisce ottimista. Dopo l’emergenza Covid-19, per il 32,8% vivremo con un maggiore senso di precarietà, ma per il 24,6% dei ragazzi ci sentiremo più uniti e per l’11% di loro ci sarà una maggiore attenzione all’ambiente. Il restante 29,9% pensa che non cambierà nulla e prevede un totale ritorno alla normalità.

In queste settimane la fiducia ai ragazzi l’hanno data e la danno gli adulti con il loro buon esempio: per il 22,6% degli intervistati per la capacità di reagire a cui hanno assistito e per il 21,8% per la solidarietà tra gli italiani che è emersa in questo frangente.

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