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Aggiornato il 23.11.2025
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Corrado Alvaro annoverato nell’Edizione Nazionale, un grande risultato storico per la cultura calabrese

La Camera ha deliberato il decreto del Piano cultura del Mic che annovera Corrado Alvaro nell’Edizione Nazionale al pari del grandi scrittori come Verga, Svevo, Sciascia, Pirandello e D’Annunzio.
Si tratta di un risultato storico per la Calabria, da quando è stata istituito tale riconoscimento, non è mai stato annoverato nessun intellettuale calabrese. Tale riconoscimento non è stato attribuito neanche il grande filosofo Tommaso Campanella. Eppure la Calabria, terra dalle nobili origini della Magna Grecia, sentiva l’esigenza di essere rivalutata, per i suoi meriti culturali, a livello nazionale e anche internazionale, perché purtroppo si parla di questa Regione quasi sempre per tristi motivi di cronaca nera. San Luca in provincia di Reggio Calabria, terra natia dello scrittore Corrado Alvaro, è nota per la faida delle ‘ndrine che ha generato la strage di Duisburg nel Ferragosto 2007. Adesso, con questo importantissimo risultato che introduce Alvaro tra gli scrittori più onorevoli d’Italia con la sua “opera omnia, si è fatto conoscere il vero volto della Calabria, di San Luca e della “Gente in Aspromonte“.

Corrado Alvaro nell’Edizione Nazionale

L’idea di proporre l’entrata, al fine di valorizzare il patrimonio letterario Nazionale, di un autore come Corrado Alvaro nell’Edizione Nazionale è germogliata e ha preso corpo quando era Vicepresidente della Regione Calabria Giusi Princi, oggi europarlamentare, che nel corso del suo Assessorato alla Cultura e all’Istruzione, dal novembre 2021 al giugno 2024, aveva dato massimo risalto alla letteratura calabrese tramite un protocollo tra USR e Regione, volto a promuove l’inserimento nei programmi scolastici degli autori calabresi tra i quali Corrado Alvaro. Questa promozione culturale ha spinto il prof. Aldo Maria Morace, ritenuto il massimo studioso di Corrado Alvaro, a ideare e formulare il progetto, dando ad esso una collaborazione decisiva di idee e di fiducia.

Un’idea nata con il doppio intento, quello culturale volto a promuovere ai più alti livelli nazionali la cultura calabrese, quello di riscattare l’immagine negativa di una terra che, nonostante la piaga sociale della ‘ndrangheta, ha un notevole potenziale nella sua brama di cultura e di conoscenza. Il letterato calabrese, Pasquino Crupi, grande meridionalista, definiva Alvaro un intellettuale di grande valore, specificando che era uno dei più grandi del Novecento e apprezzando in particolare la sua capacità di rappresentare la Calabria e il Sud Italia nelle sue opere.

Lo studio su Alvaro del prof. Morace

L’Edizione Nazionale alvariana , ci spiega Morace, che vede la luce a settanta anni dalla morte dello scrittore, verrà articolata in ventuno volumi cartacei, seguendo la successione cronologica della composizione dei testi e secondo il genere letterario cui appartengono. I testi saranno editi criticamente, con esaustiva introduzione e nota filologica (e storia testuale) posta in appendice, in modo da rendere possibile una circolazione la più ampia possibile anche presso un pubblico non specialistico. Gli apparati critici verranno riservati solo alla edizione digitale statica (tenendo conto delle diverse redazioni: in giornali o periodici, in volume e, ovviamente, autografe), mentre quella dinamica (con le edizioni a confronto) renderà possibile l’immediata visualizzazione delle varianti intercorse fra di loro, secondo i criteri più autorevoli della filologia d’autore e di quella dei testi a stampa; e sarà possibile scaricare i materiali in Pdf, per assicurare la maggiore fruizione possibile. Sempre online sarà possibile consultare le occorrenze e le vocabolarizzazioni, i materiali documentari e le visualizzazioni teatrali e/o cinematografiche (come già è stato fatto per Pirandello); e per le scuole saranno approntati itinerari didattici e visuali sull’opera alvariana, interagendo con il parco letterario dedicato allo scrittore, di prossima istituzione anch’esso.

 Questa Edizione Nazionale, nella sua triplice forma, sarà per la Calabria – assicurano gli studiosi che al Ministero della Cultura hanno seguito l’iter di questo processo – “una punta culturale di diamante nel panorama italiano, europeo e mondiale; e la congiungerà più che mai all’Europa nel segno di uno scrittore che ha saputo unire nella sua opera tutta la più alta tradizione culturale della propria terra e l’esplorazione della civiltà occidentale a lui contemporanea”.

La storicità dell’Istituto Edizioni Nazionali

A partire dalla fine degli anni Settanta dell’Ottocento lo Stato Unitario, per iniziativa dell’allora ministro della Pubblica Istruzione Francesco De Sanctis, grande storico della letteratura italiana, promosse con fondi pubblici la pubblicazione delle opere latine di Giordano Bruno, a cui seguirono l’edizione delle opere di Galileo Galilei e il progetto di quella degli scritti di Machiavelli.

Nel 1904 fu poi dato avvio alle edizioni degli Scritti editi ed inediti di Mazzini e a quella delle Opere di Francesco Petrarca. Queste iniziative avevano un forte significato ideale, perché tutte le Edizioni promosse, a parte quella classica di Petrarca, esprimevano un forte legame di appartenenza alla tradizione culturale laica e liberale, nella quale si riconosceva lo Stato unitario, appena costituitosi. L’istituto delle Edizioni Nazionali si è mantenuto nel tempo, svolgendo la fondamentale funzione di valorizzare il patrimonio di pensiero e di arte comune alla tradizione culturale della nostra nazione.

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