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07.12.2025

Cosa fare se il prof accusa l’alunno di avere usato l’I.A. per il compito

Pasquale Almirante

Studenti.it fa i conti con l’Intelligenza Artificiale, lastricando la strada di consigli per coloro che venissero accusati di averla usata per scrivere i compiti, in classe certamente, ma anche a casa.

Strategie complessive, per combattere le contestazioni dei docenti sul campo della dilagante Artificiale intelligenza che sta comunque invadendo ogni angolo del web, sostituendosi persino ai motori di ricerca più ricercati e frequentati. 

E allora, se i docenti sono sotto pressione dei sospetti scaturiti dagli strumenti tecnologici dell’AI, il sito promette una serie di azioni utili a difendersi, senza trasformare mai e poi mai la situazione in uno scontro.

Vediamo come. 

Mantenere la calma, chiedendo un confronto serio e evitando reazioni impulsive, sul tipo: “Prof, mi dispiace che ci sia questo dubbio. Vorrei capire su quali elementi si basa e mostrarle come ho lavorato.”

E poi, chiedere su cosa si basa l’accusa e in che forma, e quale “prova” ha a sua disposizione, sul tipo: qual è il passaggio specifico che sembrerebbe generato da AI? È stato usato un tool? Quale? Con quale risultato? Ci sono altre ragioni (stile, coerenza, bibliografia, errori)?

In ogni caso, consiglia il sito, gli studenti faranno bene a raccogliere e conservare tutte le prove dell’intero lavoro, dimostrando così come è stato costruito il compito, non solo il testo finale. 

E se anche questo non bastasse? Offrire una verifica orale o una breve prova integrativa, dicendo al prof: “Sono disponibile a discutere il lavoro e a rispondere a domande per chiarire ogni dubbio.”

E rimanendo sull’equità, si può anche dire: “Vorrei che il giudizio si basasse su evidenze controllabili e sul mio percorso”.

Se invece, spiega il portale degli studenti, l’accusa comporta lannullamento del compito, nota disciplinare, brutto voto in pagella e perfino la segnalazione formale, “chiedi che ti venga indicato il riferimento al regolamento d’istituto o alle regole del corso, quale procedura viene seguita, quali diritti di replica hai”.

Ma anche coinvolgere un referente, come il coordinatore, la vicepresidenza, il tutor, se il dialogo non funziona, mentre per i minorenni, consiglia Studenti.it, è opportuno coinvolgere anche i genitori, ma senza impostare la cosa come “guerra”: l’obiettivo è una soluzione equa, non una punizione per qualcuno.

Tuttavia, è sempre consigliabile, usare l’AI in modo lecito, dichiaralo e chiedendo regole chiare.

In ogni caso, consiglio dei cento consigli: “non trasformare la difesa in una “sfida al professore”, perché la strategia migliore è: collaborativa, documentata, verificabile. Zero sarcasmo, zero accuse. Porti prove del tuo lavoro, offri un orale integrativo, chiedi trasparenza e regolamento. Nella grande maggioranza dei casi, così si risolve.

La saggezza all’ultimo ha il sopravvento, come si vede, e il bene vince su tutto, anche se compare fra le righe una immagine di prof un po’ bacchettone, poco incline al dialogo, presuntuoso e che in un modo o nell’altro occorre prendere col le buone, non si sa mai, pensando sempre che è lui ad avere il coltello dalla parte del manico: purché abbia il manico e la lama.

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