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21.10.2026

Criminalità minorile, cosa c’è nel decreto del governo Meloni: dalle sanzioni ai genitori al nuovo reato di violenza nelle manifestazioni

“Dietro le vetrine infrante c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita, ci sono lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego, ci sono cittadini che hanno diritto di vivere la propria città senza paura”. La premier Giorgia Meloni ha presentato con queste parole il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri di ieri, contenente “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile”. Un provvedimento che nasce come risposta agli episodi di violenza che in questi giorni hanno infiammato le piazze, e che secondo le forze dell’ordine sarebbero stati compiti soprattutto da giovani, in larga misura minorenni.

Come cambia l’imputabilità dei minori

“Per i minori che hanno compiuto i quattordici anni è introdotta una presunzione di imputabilità: la capacità di intendere e di volere si presume fino a prova contraria“, si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri. “Anche ai minorenni si applica l’arresto in flagranza differita. Le norme sul processo penale minorile sono adeguate di conseguenza, anche in materia di misure cautelari. Resta ferma la diminuzione della pena prevista per i minori imputabili“. Un aspetto importante riguarda le famiglie. “Quando un minore, anche non imputabile, partecipa a determinati reati, a chi esercita la responsabilità genitoriale si applicano sanzioni amministrative, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto”.

Il nuovo reato di violenza nelle manifestazioni

“Sono inoltre agevolate le procedure per il risarcimento dei danni: per quelli a beni pubblici può disporlo direttamente il prefetto, mentre i privati danneggiati possono ottenerlo più rapidamente con un decreto ingiuntivo”, precisa l’esecutivo. Il fulcro del provvedimento, perrò, è il nuovo delitto di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, introdotto “per garantire che la libertà di manifestare si eserciti in sicurezza”. La norma punisce “chi, nel corso di manifestazioni, partecipa a un gruppo di almeno cinque persone che opera in modo organizzato, anche occasionalmente, e utilizza o lancia oggetti atti a offendere o artifici pericolosi, determinando un concreto pericolo per l’incolumità delle persone”.

Le aggravanti per chi istiga (anche online)

“Pene più severe sono previste per chi organizza o promuove il gruppo o istiga alle violenze, anche mediante strumenti informatici o telematici“, si legge ancora. “È inoltre introdotta una specifica aggravante per il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato di almeno cinque persone. Le pene aumentano anche per alcune ipotesi di devastazione e saccheggio e per l’attentato a impianti di pubblica utilità commessi nel corso di manifestazioni. Per tutti questi delitti è consentito l’arresto in flagranza differita. Sono rese procedibili d’ufficio anche le lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni”.

Il fermo preventivo e il divieto di raduno

E ancora, “sul piano della prevenzione, l’accompagnamento e il trattenimento presso gli uffici di polizia per un massimo di 12 ore (cosiddetto ‘fermo preventivo’), già previsti in occasione di manifestazioni, sono estesi alle specifiche operazioni di polizia svolte in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone. Si applicano, anche nei confronti dei minorenni, ai soggetti per i quali, sulla base di elementi concreti, vi sia fondato motivo di ritenere che attuino condotte di concreto pericolo per la sicurezza. Restano ferme le garanzie vigenti, comprese le specifiche tutele previste per i minori. Il questore può inoltre disporre il divieto di radunarsi con persone determinate in luoghi specificamente individuati“.

Più forze armate nelle strade di Milano

Tale divieto, viene chiarito, potrà avere una durata non superiore a un anno, “anche nei confronti di minori che hanno compiuto i quattordici anni”. Inoltre esso si applica “a chi abbia tenuto in gruppo comportamenti intimidatori o violenti e sia già stato destinatario di provvedimenti di prevenzione o condannato per delitti contro la persona o il patrimonio“. Per consentire la convalida degli arresti nei termini di legge in occasione di eventi con un numero rilevante di arresti, poi, “è prevista una procedura accelerata per l’applicazione di magistrati agli uffici giudiziari interessati”. Infine, fino al 31 dicembre 2026, il contingente delle Forze armate impiegato a Milano è incrementato di 500 unità.

Il commento della presidente del Consiglio

In serata, come detto, è stata la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni a intervenire sul decreto. “Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana”, ha detto la premier. “Negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare. Per questo oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze. Si aggiungono a quelle approvate in questi mesi, a partire dal riconoscimento biometrico, anche con l’intelligenza artificiale, per dare un nome a chi si nasconde dietro un cappuccio“.

“Nessuna giustificazione alle violenze”

“Chi c’era in quelle piazze?”, ha proseguito il capo del Governo. “C’erano le frange antagoniste di sempre, quelle che a ogni corteo cercano lo scontro, però accanto a loro questa volta c’era qualcosa di nuovo. Centinaia di giovanissimi, moltissimi di loro minorenni, arrivati in piccoli gruppi, convocati da un video sui social, ragazzi venuti in piazza per spaccare, rubare, filmarsi mentre lo fanno. È un fenomeno che dobbiamo affrontare con serietà, anche per impedire che quelle immagini diventino un modello da imitare. Voglio essere chiara, non c’è l’idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al Governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce“.

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