Home Didattica DaD, una didattica d’emergenza richiede approcci nuovi

DaD, una didattica d’emergenza richiede approcci nuovi

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L’Associazione dei genitori e quella degli studenti che ieri in audizione alla Camera dei Deputati si sono confrontate con la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina hanno parlato chiaramente: la DaD è una didattica di emergenza, non può durare a lungo e non può essere gestita secondo gli approcci ordinari. Una didattica di emergenza, insomma, richiede approcci nuovi, sotto tutti i punti di vista, da quello relativo alla valutazione a quello delle strategie di coinvolgimento degli alunni.

In piena DaD, cosa fare per coinvolgere in una classe tutti gli studenti? (vai al corso).

Se lo chiedono molti docenti che oggi si ritrovano ancora una volta ad avere a che fare con videolezioni a distanza o con relazioni in presenza “diminuite” dai protocolli di sicurezza.

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Attirare l’attenzione

In questi giorni ha dato risposta a questa domanda Daniele Manni, il primo docente italiano a vincere il prestigioso Global Teacher Award.

Il professore ci spiega che attorno alla questione del coinvolgimento ruotano tre generi di problemi: i primi due sono di carattere tecnico, ovvero la banda larga e la dotazione tecnologica delle famiglie, perché oggi in molte case i cellulari hanno sostituito i pc e dunque non tutti possiedono un computer; infine c’è l’aspetto più strettamente didattico. Come fare per tenere i ragazzi davanti allo schermo? Ebbene, “sta a noi accattivarli, attirare la loro attenzione, attrarli alla lezione sullo schermo.”

Nuova comunicazione verbale, non verbale e paraverbale

Le strategie sono diverse, non del tutto dissimili da quelle sperimentate dalla didattica tradizionale per la scuola in presenza, ma con delle peculiarità, naturalmente, perché il filtro dello schermo ci impone una nuova comunicazione verbale, paraverbale e non verbale.

In altre parole oggi la riflessione didattica deve ripensarsi, per adeguarsi talvolta al digitale, talvolta ad una presenza fisica resa più fredda e scostante dai tanti limiti di carattere sanitario, e in questo senso anche più problematica sul fronte della psicologia e dell’emotività dei ragazzi.

Il corso

Su questi argomenti il corso di Claudia Matini: Come coinvolgere gli studenti nella fase di distanziamento fisico e DaD, in programma dal 19 novembre al 2 dicembre.

La formatrice tenterà di rispondere a domande del tipo: qual è la metodologia più giusta per catturare l’attenzione degli studenti? Come mantenere vivo il loro interesse nel tempo? Come tranquillizzare gli studenti durante la DAD? Proverà così a fornire informazioni teorico-pratiche per sostenere la capacità dell’insegnante di gestire la complessità di una lezione vincolata dal distanziamento fisico o dall’obbligo posto dalla Didattica a Distanza, con l’obiettivo di favorire la partecipazione degli studenti.

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