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Diario di un prof: quasi segreto

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Le persone importanti non si dimenticano mai: e chi è più importante di un prof? Almeno di un prof che coi suoi alunni spende la gran parte del suo tempo e a loro dedica tutte le sue forze. E così, dopo il diploma, spesso  quei ragazzi che magari a scuola sono stati neghittosi ritornano a visitare il loro “maestro”, coma ha fatto Mario che alle 8.10, lui che non è mai stato puntuale, attendere i prof. nel cortile e vantarsi di essere in orario.

Così pure Sara e Noemi nello stesso posto di sempre del bar vicino, dove ogni giorno passo nel tragitto da casa.

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C’è, poi, il gruppetto della ricreazione, tutti i giorni a scuola, soprattutto maschi, per salutare le fidanzate ancora liceali e conoscere qualche new entry al femminile.

Serena e Paola fanno parte del gruppo “Non ci lasceremo mai”, cioè di coloro per cui ogni occasione sarà buona per ritornare a scuola; da prof. so, scrive Marco Pappalardo, che non potrà essere così e che alcuni non si faranno più vedere, ma mi piace dire loro lo stesso che le porte saranno sempre aperte e che comunque sanno dove  e come trovarmi.

Sono dei passi di questo nuovo libro di Marco Pappalardo, “Diario (quasi serio) di un prof”, edito dalla San Paolo e che si aggiunge agli altri dello stesso autore e sempre sulla scia di una didattica e di un impegno forte nei confronti dei propri alunni.

 

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Non dimenticate, avverte Pappalardo i suoi alunni, che c’è sempre l’opportunità di «rendere il mondo migliore di come l’avete trovato» e con il mondo anche voi stessi.

Sarà faticoso, come alzarsi al mattino per andare a scuola, in certi giorni ma, – ora posso dirvelo – è stato pesante anche per me farlo; poi, entrato in aula, tutto passava.

E poi aggiunge: scusatemi se non sono sempre stato all’altezza dei vostri sogni, dei vostri desideri, delle vostre domande di senso, perdonate le volte in cui ho cercato di farvi diventare dei “piccoli Prof.” quando voi volevate essere “semplicemente voi stessi”, unici e speciali. Se questo fosse davvero un testamento, ora saremmo al punto in cui “il fu Prof.” dovrebbe lasciarvi qualcosa, sperando che non siano i compiti per casa! Bene, avete proprio ragione, ma posso lasciarvi “solo” ciò che ho imparato da voi e vi assicuro che non è poco.

Marco Pappalardo è giornalista pubblicista di Catania e docente di Lettere. Collabora con Avvenire, con il quotidiano La Sicilia per il quale cura la rubrica “Diario di Prof”, per il mensile Mondo Erre, per siti che si occupano del mondo adolescenziale, giovanile e della scuola.

Già membro della Consulta Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, è impegnato nella diocesi etnea in vario modo e da anni nel mondo dell’educazione attraverso l’oratorio; tra le esperienze di volontariato quotidiano, condiviso con colleghi, amici, alunni ed ex-alunni, ci anche sono la cura e il servizio agli immigrati, ai senza dimora e alle famiglie disagiate. Scrive per la Libreria Editrice Vaticana, la Elledici, l’Effatà, Il pozzo di Giacobbe, per la San Paolo con cui ha pubblicato un nuovo libro dal titolo “Nelle Terre dell’Educazione”