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I dirigenti scolastici chiedono soldi ma anche di cambiare la Legge 107: continua la mobilitazione

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C’è fermento tra i capi d’istituto per gli sviluppi sul rinnovo contrattuale.

“I dirigenti e tutto il personale della scuola, dopo l’emanazione dell’atto di indirizzo, sono in attesa dell’apertura del negoziato per il rinnovo contrattuale”, spiega la Uil Scuola. Perché il contratto “dovrà ridefinire, in primo luogo il modello di scuola statale che si vuole realizzare”. Oltre riconoscere “libertà e ruolo alla dirigenza scolastica e la liberi dalla morsa burocratica”.

ANCORA ASSEMBLEE

Lunedì 23 ottobre i rappresentanti sindacali dei dirigenti scolastici di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, incontreranno a Roma, in una assemblea aperta di quadri e delegati, alcuni esponenti dell’arco parlamentare, proprio “per denunciare la sperequazione retributiva e le difficili condizioni di lavoro” sollecitando la politica a un impegno “per trovare le necessarie soluzioni”.

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“I dirigenti scolastici e il personale tutto, hanno tenuto la barra nelle scuole consapevoli dei buchi e degli errori della legge 107. A questo hanno posto rimedio, lavorando per superare uno scollamento così profondo tra adempimenti richiesti alla macchina amministrativa e conduzione autonoma delle scuole”.

AUMENTI FANNO BEN SPERARE

Gli aumenti specifici per la categoria sono, che a regime porterà 400 euro netti in più in busta paga, solo un primo obiettivo. “I segnali di apertura contenuti nella legge di bilancio e nell’atto di indirizzo, rafforzano l’idea – conclude la nota della Uil – che non bisogna demordere ma continuare con azioni di confronto, di convincimento, di mobilitazione, con assemblee unitarie che le quattro sigle sindacali dei dirigenti scolastici, da mesi hanno messo in atto e continuano a fare”.