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Dirigenti tecnici: che fine ha fatto il concorso bandito nel 2008?

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La valutazione delle scuole dovrebbe avere, sulla base della bozza di regolamento in esame al Consiglio dei Ministri nella seduta dei oggi, anche il giudizio del dirigente tecnico il cui profilo professionale corrisponde, seppure le funzioni siano alquanto mutate, con la vecchia figura dell’ispettore di casatiana memoria. Un ruolo importante, quello dell’ispettore, ma che col tempo è andato sempre più scomparendo tanto che compiti di natura ispettiva, quando viene segnalata qualche anomalia, vengono affidati ai presidi tramite gli uffici scolatici periferici. Oppure, visto che da circa venti anni non si sono banditi concorsi per tale funzione, gli incarichi a ispettore tecnico, in questi ultimi venti anni, sono stati assegnati in modo diretto o per nomina politica e aggirando comunque il concorso pubblico.
In ogni caso il sistema di valutazione della scuola, così come formulato da parecchio tempo e su cui la gran parte dei docenti è d’accordo, seppure coi dovuti distinguo e senza i pateracchi sperimentali cui abbiamo assistito negli anni scorsi, dovrebbe poggiare su tre gambe: Invalsi, Indire e ispettori tecnici.
In riferimento proprio agli ispettori tecnici, ad oggi, non sappiamo ancora nulla dell’esito delle prove scritte che i 1.450 vincitori (ma in vero solo un migliaio per l’ennesimo sbaglio del Miur) delle preselezione del 2009 svolsero poi il 28 febbraio e il 1°marzo del 2011. Il Ministero infatti, proprio in funzione della costruzione di questa terza gamba, bandì nel 2008 un concorso a 145 posti di dirigente tecnico, suddiviso per aree e settori e al quale parteciparono circa 30mila tra docenti e presidi. Tralasciando di dire dell’ulteriore superficialità dei funzionari del ministero che misero nello stesso calderone della graduatoria i nomi ripetuti anche cinque volte degli stessi candidati presenti nelle varie aree, settori e sottosettori, ma escludendo automaticamente altri 250 circa legittimi vincitori, ci chiediamo dove intenderebbe prendere il Miur il personale idoneo a questa funzione valutativa, la terza gamba appunto del nuovo sistema di valutazione della scuola, visto che nulla bolle in pentola?
Vale pure ricordare che il D.M 60/2010 ribadisce che la funzione esercitata dai dirigente è quella di operare “come esperti di settori scolastici e di specifici ambiti disciplinari, rappresentando l’espressione di un’ampia cultura con competenze ampie nello specifico campo del sapere”. Inoltre, spetta a loro “predisporre le prove degli esami conclusivi dei cicli scolastici”. 
Funzioni più che delicate dunque, tanto che, come da noi pubblicato, l’on. Alessandra Siragusa è stata la prima firmataria di un’interrogazione parlamentare rivolta al Miur, riguardante proprio i ritardi procedurali del concorso per dirigente tecnico, facendo presente che se per un verso le prove scritte si sono concluse il 24 marzo 2011, dall’altro la commissione giudicatrice non ha mai pubblicato i criteri di valutazione adottati, quanti elaborati siano stati corretti e quando si prevede saranno terminate le operazioni di correzione/valutazione delle prove; e tutto ciò nonostante si tratti di un concorso estremamente importante poiché ai dirigenti tecnici sono stati affidati compiti di rilievo nell’ambito della valutazione del sistema scolastico.
Una evidente mancanza, tra le altre, che non fa ben sperare in una implementazione corretta e in coerenza con quanto si è da tempo stabilito da parte del Ministero sul sistema complessivo di valutazione. E un inspiegabile e ingiustificato ritardo le cui cause possono forse risiedere ancora nei contenziosi che gli altre 200 candidati ingiustamente esclusi hanno intentato avverso la graduatoria e se si considera pure che il Tar ha consentito a candidati che non hanno superato la preselezione di partecipare regolarmente agli scritti.
Resta comunque fermo un fatto, che però determina il Dna del nostro Stato, quello cioè che nulla, ma proprio nulla in fatto di concorsi pubblici va per il verso giusto e senza intoppi di qualsivoglia natura.
La scuola però ha bisogno di certezze e di regole sicure, come quelle grammaticali o di contabilità, perché altrimenti sarà sempre più difficile tenerla insieme. E gli ispettori tecnici, insieme ai dirigenti scolastici, sono figure attorno a cui, per la loro stessa natura istituzionale, non dovrebbe sibilare nessun minimo vento di incapacità e inefficienza.

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