Breaking News
20.10.2025

Divieto dei cellulari in classe, così si perdono le potenzialità didattiche che questi strumenti offrono

Dino Galuppi

Divieto degli smartphone in classe, la restrizione fa perdere le straordinarie potenzialità didattiche che questi dispositivi offrono.

Il divieto dell’utilizzo dei cellulari in classe introdotto dal Ministro Valditara lo scorso anno per le scuole elementari e medie e allargato quest’anno anche alle scuole superiori sta creando polemiche e dissapori tra gli studenti e anche in alcuni casi tra gli addetti ai lavori.

Le scuole, infatti, devono organizzarsi autonomamente nella gestione del ritiro dei dispositivi mobili prima dell’inizio delle lezioni e nel monitoraggio di qualche “furbetto” che porta due cellulari a scuola per poterne usare almeno uno di nascosto.

L’importanza dell’utilizzo degli strumenti digitali nella didattica

Il tema va comunque affrontato e richiede un’analisi approfondita da parte degli esperti perché se da una parte è corretto vietare l’utilizzo dei cellulari in classe durante le lezioni,dall’altra parte averne perso l’utilizzo controllato a fini didattici fa decadere i benefici positivi che gli stessi strumenti digitali portano alla didattica. Benefici emersi in diversi recenti studi nell’ambito della psicologia dell’apprendimento e della neuroscienza educativa.

Gli smartphone rappresentano infatti strumenti di  straordinaria potenzialità didattica, in quanto consentono l’accesso immediato a risorse educative, la possibilità di svolgere per esempio ricerche in tempo reale e di facilitare la comunicazione tra studenti e docenti.

Dal punto di vista psicologico, numerosi studi hanno evidenziato che l’uso controllato e guidato dello smartphone “può favorire processi di apprendimento attivo, stimolare la curiosità e incrementare la motivazione intrinseca attraverso strumenti interattivi e multimediali (Sung, Chang & Liu, 2016)” (fonte Agenda Digitale).

A titolo di esempio non esaustivo, le applicazioni educative, le piattaforme di e-learning e le risorse digitali integrate possono migliorare l’accessibilità ai contenuti anche in caso di assenza forzata da scuola o per le sedi più disagiate da raggiungere. Ci sono, inoltre diversi strumenti che possono personalizzare l’esperienza e i contenuti didattici, favorendo in questo modo approcci inclusivi per studenti con difficoltà di apprendimento o bisogni educativi speciali.

L’integrazione di elementi multimediali nella didattica come possono essere i quiz in tempo reale, contenuti gamificati cioè che passano attraverso giochi favorisce l’impegno cognitivo e la partecipazione attiva dello studente rispetto alla normale lezione, generando di conseguenza un contesto educativo più stimolante e dinamico.

I vantaggi di questo tipo di didattica mista, tradizionale mixata con strumenti digitali e multimediali sono numerosi: gli studenti allenano le capacità di problem solving capacità molto richiesta nel mondo del lavoro, stimolano la creatività e la flessibilità cognitiva.

La possibilità di creare comunità di apprendimento

Altra grande potenzialità degli smartphone è quella che gli studenti possono mantenere una comunicazione costante con i pari, collaborare in progetti di gruppo e di accedere a reti sociali di supporto (fonte agenda digitale) che, se ben gestite, possono rafforzare il senso di appartenenza scolastico e il benessere emotivo, creando comunità di apprendimento digitali in cui gli stessi studenti possono condividere contenuti, proposte, richieste di aiuto, discutere di determinati argomenti e aiutarsi nella comprensione di contenuti e lezioni particolarmente complesse.

I risvolti negativi da non sottovalutare, ma ci vuole il giusto compromesso

L’utilizzo degli strumenti digitali e multimediali deve essere fatto in maniera guidata e controllata e con la piena consapevolezza da parte di studenti e professori.

Un uso improprio ed eccessivo porta ad effetti opposti a quelli sopra descritti.

Fenomeni tipici non banali che vanno tenuti sotto monitoraggio perché hanno effetti molto negativi su bambini e ragazzi sono l’isolamento sociale, il cyberbullismo, l’ansia di apparire e la compromissione delle relazioni interpersonali.

L’esposizione prolungata agli schermi è stata associata in varie ricerche sul tema a un peggioramento della qualità del sonno, a una riduzione della capacità di memoria di lavoro e a un incremento dei livelli di ansia e depressione in adolescenti.

L’uso compulsivo dei social media può inoltre innescare meccanismi simili a quelli delle dipendenze comportamentali, con un impatto negativo sul rendimento scolastico e sul benessere psicologico complessivo dello studente.

Per il sociologo Paolo Bory, (ricercatore in sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Politecnico di Milano) è fondamentale evitare la solita polarizzazione che hanno spesso accompagnato l’avvento di nuove tecnologie anche in pasato, ovvero da un lato la demonizzazione di questi strumenti, dall’altro l’entusiasmo acritico.

Il giusto compromesso e il corretto approccio ed utilizzo è quello che ci vuole per non perdere per strada le grandi potenzialità offerte dalla tecnologia.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate