Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet è intervenuto ancora una volta sul tema dei ragazzi e dei social, con un riferimento alla scuola. Ecco le sue parole a ‘L’aria che tira’ su La7:
“Ci sono montagne di ricerche che parlano di demenza digitale, non leggiamo più, due-tre righe, hai l’intelligenza artificiale, cosa vai a fare a scuola? Due anni fa alla Commissione del Senato americano c’era un popolo di genitori con foto dei figli che si sono suicidati a causa dei social, è cambiato qualcosa? Figuriamoci se i sette uomini più ricchi del mondo abbiano paura della Francia o della Danimarca. Il problema è anche degli adulti, siamo rimbecilliti anche noi. Non abbiamo più memoria, non sappiamo più fare un riassunto, capacità di concentrazione impossibile e non è arrivata l’IA del tutto. Quando arriverà, un ragazzo di 16 anni chiederà “chi era Garibaldi?”, “con chi mi devo fidanzare?”
“Il quoziente intellettivo è in decrescita da trent’anni, quindi il progresso tecnologico non aumenta il livello di intelligenza, alla Silicon Valley dovremmo dire che stanno fabbricando un mondo di deficienti”.
Poi Crepet ha risposto ad una domanda: è giusto vietare i social sotto i 15 anni? “A scuola si perché faccio esercizio di pensiero, cosa si legge?”
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