Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto questa mattina a Radio24. Tanti gli argomenti di attualità toccati, dal divieto di smartphone nelle classi alla Maturità, fino agli stipendi del personale scolastico:
“Girando le scuole in queste prime settimane – afferma Valditara – il divieto non solo viene rispettato, ma viene condiviso e tra l’altro anche i sondaggi, il 60% di giovani condivide questo divieto. Per quanto riguarda gli adulti c’è una maggioranza molto più ampia. Forse c’è anche, da parte di molti ragazzi, la necessità di disintossicarsi, di liberarsi di uno strumento che crea nuove forme di dipendenza”.
In Italia non si vuole fare educazione digitale? “Falso. Nelle nuove linee guida sull’educazione civica che sono entrate in vigore a settembre 2024, è prevista l’educazione alle nuove tecnologie, quindi anche agli strumenti come il cellulare stesso. Abbiamo investito qualcosa come 2 miliardi e 100 milioni per digitalizzare le scuole. I device (tablet e pc) nel 2021/22 erano uno ogni sei ragazzi, nel 2025/26 ci avviciniamo a uno ogni due. Investiamo nell’intelligenza artificiale, ricordo che a Napoli dall’8 al 13 ottobre il primo grande summit internazionale scuola/intelligenza artificiale.
“Cambia molto e anche questa misura ha avuto ampi consensi. Innanzitutto ripristiniamo il nome “Esame di Maturità” che 25 anni fa era stato abolito in omaggio a queste tendenze politicamente corrette per cui maturità era considerato un concetto forse un po’ reazionario. Noi invece riteniamo ci sia bisogno di rilanciare il concetto di maturità in una società in cui molti adulti giocano a fare ancora gli adolescenti. Andiamo all’essenza della Maturità, in particolare l’orale. Togliamo quella prova che era ansiogena per i maturandi cioè il documento”.
“Noi diciamo quattro materie caratterizzanti all’orale su cui tu sarai interrogato. Poi altro aspetto, vogliamo che si valuti il grado di autonomia dello studente, il grado di maturazione vera, complessiva. Abbiamo voluto si tenesse conto anche delle altre attività, extra-curricolari (sportive, culturali). Poi basta con quella sciocchezza che se hai raggiunto la sufficienza puoi decidere di non fare l’orale e di boicottare la maturità”.
“Per dieci anni gli stipendi del personale della scuola sono rimasti bloccati, sino al 2018 quando intervenne una sentenza della Corte Costituzionale, poi per tre anni si perse tempo a discutere tra i governi dell’epoca e i sindacati. Noi nel 2022 abbiamo chiuso un contratto con un aumento accettabile, nella scorsa Legge di Bilancio abbiamo inserito per la prima volta nella storia della scuola italiana, le risorse sino al 2030 per garantire la continuità contrattuale, dobbiamo aumentare quelle risorse“.
“Poi c’è l’assicurazione sanitaria, l’assicurazione sugli infortuni sul lavoro e il Piano Casa. Ho chiesto a Matteo Salvini di inserire il personale scolastico nel Piano Casa del governo che stanno elaborando. Fondamentale in certe aree del Paese garantire una casa a delle condizioni agevolate”.
“Abbiamo già superato l’obiettivo europeo (8,3% contro il 9% dell’UE). Un dato: in provincia di Napoli, 7.500 denunce di abbandono scolastico, al termine dell’anno grazie alle procedure introdotte dal decreto Caivano solo 1.800 ragazzi che non hanno completato l’anno. Così come un successo importante Agenda Sud, nelle scuole abbiamo apprendimenti doppi o tripli rispetto ad altre scuole”.