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Aggiornato il 26.08.2025
alle 16:54

Divieto utilizzo smartphone nelle superiori: protocolli operativi. Cosa fare prima dell’inizio delle lezioni?

Aluisi Tosolini

Il 16 giugno 2025 il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha firmato e diffuso la circolare n. 3392 che vieta l’utilizzo dello smartphone nelle scuole secondarie di secondo grado.

In questo articolo non ci si interessa delle motivazioni (in sostanza connesse con i rischi che l’utilizzo costante dello smartphone comporta a livello di salute, benessere psicofisico, tempi e modi di concentrazione, apprendimento) e neppure degli studi che la circolare cita a supporto della scelta (Tecnica della scuola ne ha parlato più volte in questi mesi) ma ci si concentra sulle azioni che le scuole superiori sono chiamate a mettere in campo per dare seguito al divieto.

Che cosa è vietato? Cosa è permesso?

La circolare vieta l’utilizzo dello smartphone “durante l’orario scolastico anche a fini didattici”.

La circolare ricorda tuttavia che l’utilizzo è permesso

  • sempre nei casi in cui sia previsto dal Piano educativo individualizzato o dal Piano didattico personalizzato come supporto rispettivamente agli alunni con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento ovvero per motivate necessità personali”
  • laddove “sulla base del progetto formativo adottato dalla scuola, esso sia strettamente funzionale all’efficace svolgimento dell’attività didattica nell’ambito degli specifici indirizzi del settore tecnologico dell’istruzione tecnica dedicati all’informatica e alle telecomunicazioni.”

La circolare segnala poi che “per finalità didattiche resta ovviamente confermato l’impiego degli altri dispositivi tecnologici e digitali a supporto dell’innovazione dei processi di insegnamento e di apprendimento, come pc, tablet e lavagna elettronica, secondo le modalità programmate dalle scuole nell’esercizio della propria autonomia didattica e organizzativa”.

Aggiornare i regolamenti

La circolare assegna ad ogni scuola il compito di “aggiornare i propri regolamenti e il patto di corresponsabilità educativa prevedendo per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo dello smartphone durante l’orario scolastico anche a fini didattici, nonché specifiche sanzioni disciplinari per coloro che dovessero contravvenire a tale divieto. È rimessa all’autonomia scolastica l’individuazione delle misure organizzative atte ad assicurare il rispetto del divieto in questione”.

Che cosa deve fare ogni singola scuola?

Le azioni che ogni scuola è chiamata a compiere sono chiare ma concretamente ed organizzativamente esistono due diversi percorsi che si originano dalla risposta che si intende dare alla seguente domanda chiave: durante le lezioni e l’orario scolastico (e si ricorda che anche la ricreazione è orario scolastico) lo smartphone degli studenti deve essere riposto da qualche parte o basta vietarne l’utilizzo?

Il rischio della custodia

E’ una domanda cruciale. Diverse scuole hanno infatti – già negli anni scorsi – regolamentato il divieto d’uso del telefono cellulare chiedendo che il device venisse riposto in appositi contenitori (armadietti, cassetti, tasche, …) posizionati spesso nelle stesse aule. La circolare evita accuratamente di affrontare la questione, lasciandola all’autonomia scolastica.

E’ tuttavia chiaro che, come in queste settimane stanno spiegando diversi esperti, una volta che si chiede che il device venga riposto – e che questo sia stato riposto – in uno spazio definito dalla scuola, la responsabilità della custodia diventa immediatamente della scuola stessa. Con tutte le problematiche connesse a furti e danneggiamenti.

La circolare neppure suggerisce di vietare di portare a scuola gli smartphone: ciò che si vieta (con le eccezioni riportate) è l’utilizzo, non il possesso. Insomma, prima di decidere di sostenere spese per acquisto di armadietti/telai in stoffa/contenitori vari (il mercato ne offre una tipologia sterminata con prezzi che vanno da 30 a 150 euro per contenitori adatti a 30/35 device) occorre sapere che forse le cose così si complicano, invece che semplificarsi.

Regolamenti e circolari esplicative per studenti e famiglie

In vista della riapertura delle scuole e dell’inizio delle lezioni occorre poi che ogni scuola metta mano ai regolamenti di istituto e al patto di corresponsabilità.

Gli elementi minimi da inserire nei regolamenti – oltre alle motivazioni pedagogico, didattiche, psicologiche, educative che possono sempre essere aggiunte e che non costa niente aggiungere – sono i seguenti

  1. ribadire il divieto assoluto di utilizzare lo smartphone durante l’intero orario scolastico ovvero non solo durante le lezioni curricolari ma anche durante tutte le altre attività didattiche extracurricolari e gli intervalli. Va ricordato che tale divieto vale per tutti gli spazi dell’istituto: aule, laboratori, corridoi, spazi aperti esterni, pertinenze. Valgono insomma gli stessi criteri utilizzati per il divieto di fumo che è esteso a tutti gli spazi e pertinenze di una scuola. Va poi precisato che il divieto di uso dello smartphone deve intendersi esteso anche ad ogni altro device elettronico personale. Ad esempio pare evidente che il divieto debba riguardare anche i diffusissimi smart watch e simili;
  2. precisare le eccezioni del divieto che, come abbiamo visto, sono di due tipi: le prime legate a situazioni personali specifiche ed attestate (ad esempio alunno BES con PDP che permette l’utilizzo dello smartphone) le seconde connesse alla tipologia specifica della scuola (per esempio le classi di un itis informatica che studiano la costruzione di una app o testano reti sono autorizzate all’utilizzo degli smartphone. Ovvio che proprio in questa eccezione si annida la possibilità di aprire varchi molto importanti rispetto al divieto assoluto;
  3. indicare i passaggi da utilizzare in caso di chiamate d’emergenza dalla o verso la famiglia. Passaggi che richiamano antiche consuetudini, ovvero chiamate a/da telefono fisso della scuola con collaboratori scolastici impegnati a gestire le diverse richieste;
  4. indicare i soggetti tenuti a far rispettare il divieto, ovvero in sostanza tutti i docenti e tutto il personale scolastico;
  5. indicare le sanzioni disciplinare correlate al divieto e la loro progressività. Ad esempio: la prima violazione può essere punita con richiamo verbale, la seconda con una annotazione sul registro con o senza ritiro del device fino al termine dell’ora di lezione oppure sino al termine dell’intera attività didattica sino alla richiesta che siano i genitori a venire a ritirare il device e così via sino alla “sospensione” dalle lezioni per uno o più giorni con obbigo o meno di frequenza o obbligo di attività sociali. Insomma ogni scuola potrà, a seconda del proprio sentire e del dibattitto interno al consiglio di istituto (e sarebbe utile anche un passaggio a livello di consiglio di classe con specifica presenza dei rappresentanti degli studenti) usare tutta la creatività di cui dispone.

In attesa che i regolamenti e il patto di responsabilità vengano discussi e poi approvati dagli organi preposti il dirigente scolastico deve intervenire – utilizzando la propria potestà e responsabilità organizzativa – con una o più circolari rivolte a studenti, personale e famiglie in cui indicare i diversi passaggi correlati al divieto di utilizzo dello smartphone durante l’orario scolastico e, nel caso, spiegare se la scuola ha scelto o no di suggerire/obbligare gli studenti a riporre gli smartphone in uno spazio apposito.

Regolamenti e circolari esplicative per il personale

Inutile ribadire che è bene che il/la dirigente pubblichi in contemporanea alla circolare per studenti anche una circolare per il personale scolastico ribadendo quando già indicato dal ministro Fioroni con nota del 15 marzo 2007  (che già allora riguardava sia studenti che personale e che ha per oggetto: linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti.) ribadita poi dal ministro Valditara con CM n. 107190 del 19/12/2022.

In sostanza si tratta di ricordare che l’uso dello smartphone è vietato anche per i docenti (sia durante l’attività didattica e di sorveglianza che durante le riunioni). Dovrà poi essere chiarito il comportamento richiesto a collaboratori scolastici, tecnici, assistenti amministrativi, Dsga e Dirigente. Si tratterà di indicare se lo smartphone dovrà essere spento o solo silenziato e in quali occasioni specifiche. Oltre ad indicare/ricordare i comportamenti richiesti saranno riportate le eccezioni e le sanzioni correlate al mancato rispetto delle norme. Insomma, si tratta di definire come dare il buon esempio.

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