Il 16 giugno 2025 il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha firmato e diffuso la circolare n. 3392 che vieta l’utilizzo dello smartphone nelle scuole secondarie di secondo grado.
In questo articolo non ci si interessa delle motivazioni (in sostanza connesse con i rischi che l’utilizzo costante dello smartphone comporta a livello di salute, benessere psicofisico, tempi e modi di concentrazione, apprendimento) e neppure degli studi che la circolare cita a supporto della scelta (Tecnica della scuola ne ha parlato più volte in questi mesi) ma ci si concentra sulle azioni che le scuole superiori sono chiamate a mettere in campo per dare seguito al divieto.
La circolare vieta l’utilizzo dello smartphone “durante l’orario scolastico anche a fini didattici”.
La circolare ricorda tuttavia che l’utilizzo è permesso
La circolare segnala poi che “per finalità didattiche resta ovviamente confermato l’impiego degli altri dispositivi tecnologici e digitali a supporto dell’innovazione dei processi di insegnamento e di apprendimento, come pc, tablet e lavagna elettronica, secondo le modalità programmate dalle scuole nell’esercizio della propria autonomia didattica e organizzativa”.
La circolare assegna ad ogni scuola il compito di “aggiornare i propri regolamenti e il patto di corresponsabilità educativa prevedendo per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo dello smartphone durante l’orario scolastico anche a fini didattici, nonché specifiche sanzioni disciplinari per coloro che dovessero contravvenire a tale divieto. È rimessa all’autonomia scolastica l’individuazione delle misure organizzative atte ad assicurare il rispetto del divieto in questione”.
Le azioni che ogni scuola è chiamata a compiere sono chiare ma concretamente ed organizzativamente esistono due diversi percorsi che si originano dalla risposta che si intende dare alla seguente domanda chiave: durante le lezioni e l’orario scolastico (e si ricorda che anche la ricreazione è orario scolastico) lo smartphone degli studenti deve essere riposto da qualche parte o basta vietarne l’utilizzo?
E’ una domanda cruciale. Diverse scuole hanno infatti – già negli anni scorsi – regolamentato il divieto d’uso del telefono cellulare chiedendo che il device venisse riposto in appositi contenitori (armadietti, cassetti, tasche, …) posizionati spesso nelle stesse aule. La circolare evita accuratamente di affrontare la questione, lasciandola all’autonomia scolastica.
E’ tuttavia chiaro che, come in queste settimane stanno spiegando diversi esperti, una volta che si chiede che il device venga riposto – e che questo sia stato riposto – in uno spazio definito dalla scuola, la responsabilità della custodia diventa immediatamente della scuola stessa. Con tutte le problematiche connesse a furti e danneggiamenti.
La circolare neppure suggerisce di vietare di portare a scuola gli smartphone: ciò che si vieta (con le eccezioni riportate) è l’utilizzo, non il possesso. Insomma, prima di decidere di sostenere spese per acquisto di armadietti/telai in stoffa/contenitori vari (il mercato ne offre una tipologia sterminata con prezzi che vanno da 30 a 150 euro per contenitori adatti a 30/35 device) occorre sapere che forse le cose così si complicano, invece che semplificarsi.
In vista della riapertura delle scuole e dell’inizio delle lezioni occorre poi che ogni scuola metta mano ai regolamenti di istituto e al patto di corresponsabilità.
Gli elementi minimi da inserire nei regolamenti – oltre alle motivazioni pedagogico, didattiche, psicologiche, educative che possono sempre essere aggiunte e che non costa niente aggiungere – sono i seguenti
In attesa che i regolamenti e il patto di responsabilità vengano discussi e poi approvati dagli organi preposti il dirigente scolastico deve intervenire – utilizzando la propria potestà e responsabilità organizzativa – con una o più circolari rivolte a studenti, personale e famiglie in cui indicare i diversi passaggi correlati al divieto di utilizzo dello smartphone durante l’orario scolastico e, nel caso, spiegare se la scuola ha scelto o no di suggerire/obbligare gli studenti a riporre gli smartphone in uno spazio apposito.
Inutile ribadire che è bene che il/la dirigente pubblichi in contemporanea alla circolare per studenti anche una circolare per il personale scolastico ribadendo quando già indicato dal ministro Fioroni con nota del 15 marzo 2007 (che già allora riguardava sia studenti che personale e che ha per oggetto: linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti.) ribadita poi dal ministro Valditara con CM n. 107190 del 19/12/2022.
In sostanza si tratta di ricordare che l’uso dello smartphone è vietato anche per i docenti (sia durante l’attività didattica e di sorveglianza che durante le riunioni). Dovrà poi essere chiarito il comportamento richiesto a collaboratori scolastici, tecnici, assistenti amministrativi, Dsga e Dirigente. Si tratterà di indicare se lo smartphone dovrà essere spento o solo silenziato e in quali occasioni specifiche. Oltre ad indicare/ricordare i comportamenti richiesti saranno riportate le eccezioni e le sanzioni correlate al mancato rispetto delle norme. Insomma, si tratta di definire come dare il buon esempio.