Sono moltissimi i docenti che sono costretti a spostarsi per lavorare, spesso dal Sud al Nord. In questi casi nasce spesso un problema: i docenti, spesso precari, quindi con salari alquanto ridotti, devono farsi carico di ingenti spese per l’affitto, dovendo magari anche mantenere famiglie a distanza.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha parlato di una possibile soluzione, ai microfoni di SkyTg24: “Ho parlato con Matteo Salvini proprio per inserire il personale scolastico nel Piano Casa. Credo che una soluzione intelligente ed efficace possa essere il Piano Casa, soprattutto laddove il personale si deve spostare dove il costo della vita è più elevato”, queste le sue parole.
Qualche settimana fa il capo del dicastero di Viale Trastevere aveva parlato di alloggi e affitti a prezzi calmierati per il personale scolastico, in particolare per i fuori sede.
Il titolare del dicastero dell’Istruzione ha sottolineato che la richiesta è stata accolta: “Rilevo con soddisfazione che nel documento finale, che sintetizza i contributi delle diverse parti coinvolte, la mia richiesta è stata completamente accolta. Nei futuri progetti di edilizia residenziale sociale verranno destinati alloggi a prezzi calmierati anche ai professionisti della scuola, con particolare attenzione a quanti si trasferiscono per motivi di lavoro, in una logica di costituzione di sistemi residenziali in grado di soddisfare politiche specifiche e al contempo di garantire un’elevata qualità relazionale e abitativa dei nuovi insediamenti”.
Un docente del Sud, che prima lavorava al Nord e ora è riuscito ad avere una cattedra al Sud grazie alla 104 di sua figlia, ha detto a Fanpage: “Solo di affitto se ne andavano 700-800 euro e mi restava molto poco da inviare alla mia famiglia”. Dal primo settembre 2026 la scuola potrebbe non confermargli la cosiddetta assegnazione provvisoria e in quel caso dovrà tornare al Nord sperando in un successivo miracolo.
Romano Pesavento, direttore del coordinamento nazionale docenti per i diritti umani (Cnddu) ha rivelato a Fanpage che chiede da più o meno un decennio di adottare delle contromisure per migliorare le condizioni dei docenti che sono costretti a lavorare lontani dalla loro città d’origine. “Se tu mi chiedi di vivere tanti anni in un posto – afferma Pesavento – poi mi devi mettere in condizione di vivere degnamente. Noi chiediamo quantomeno degli sgravi fiscali per attutire i costi di chi non può avvicinarsi a casa per mancanza di cattedre”.