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25.09.2025

Docente aggredita da 30 genitori per abusi sessuali, 11 persone indagate per minacce e lesioni: lei rischia il processo

In molti si ricorderanno del caso della docente del napoletano aggredita da un gruppo di trenta genitori inferociti, esploso a fine anno scorso. Poi, a gennaio 2025 la svolta: è emerso che l’insegnante di scuola media è stata arrestata dopo essere stata accusata dagli studenti di averli abusati, più volte.

L’insegnante è stata arrestata con le accuse di maltrattamenti, violenza sessuale, induzione al compimento di atti sessuali e corruzione di minorenne ai danni di alcuni studenti. 

Chiuse le due indagini

La procura, come riportano vari giornali locali come PositanoNews e Agro24, ha chiuso le indagini. Undici persone sarebbero state iscritte nel registro degli indagati per lesioni e minacce in relazione al raid punitivo.

Nel frattempo anche l’iter giudiziario a carico dell’insegnante ha proseguito il suo corso. La Procura ha ottenuto l’incidente probatorio dove i sette minori, assistiti in modalità protetta, hanno confermato le accuse mosse contro la docente. La perizia disposta dal tribunale ha ritenuto credibili i racconti dei bambini, che descrivono abusi e atti sessuali avvenuti in una stanza della scuola, chiamata “La Saletta”. L’accusa si basa, oltre che sulle testimonianze delle vittime, anche su prove informatiche – chat e file audio con presunto “sfondo sessuale” – recuperate dai cellulari. L’indagata continua a dirsi innocente: per lei potrebbe configurarsi il rinvio a giudizio.

“La saletta”, il luogo in cui avvenivano gli abusi

I dettagli su quanto sarebbe accaduto sono agghiaccianti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a partire dal mese di ottobre 2023, la professoressa, titolare della cattedra di sostegno di uno dei minori coinvolti, avrebbe condotto i minorenni durante l’orario scolastico (con la scusa di impartire ripetizioni) in un’aula riservata della scuola. In questo locale, che la donna avrebbe soprannominato “la saletta”, l’indagata avrebbe mostrato alle vittime del materiale video pornografico, intavolato continui discorsi di natura sessualmente esplicita (ad esempio alludendo a proprie esperienze “ln materia” o di indicazioni su come e dove toccarsi o toccare, anche in parti intime, i partner), invogliato alcuni di loro a scambiarsi effusioni sessuali. Per la Procura, la donna avrebbe “finanche abusato sessualmente di uno di tali studenti, praticandogli in prima persona un rapporto orale”.

Quando non fu più possibile utilizzare l’aula, la professoressa avrebbe creato un gruppo su Instagram, chiamato appunto “la Saletta”. I messaggi avrebbero avuto “contenuto esplicitamente sessuale”: la prof si sarebbe “relazionata direttamente con i minori sulla base di un rapporto di tipo sostanzialmente paritario”. La 40enne avrebbe tenuto le vittime in uno “stato di soggezione”, minacciando bocciature, di far andare i genitori in carcere e di mandare loro stessi in comunità, anche millantando una relazione con un appartenente alle forze dell’ordine.

La situazione si è sbloccata quando uno degli alunni coinvolti è stato sospeso dopo essere stato scoperto a fumare in bagno. Questo episodio ha indotto i minorenni a confidarsi con i genitori, mostrando anche i messaggi dagli stessi scambiati tramite Instagram e WhatsApp con la professoressa. Da qui, poi, la tensione che ha spinto i genitori ad aggredire in gruppo la docente.

Il procuratore Fragliasso, come riporta Il Mattino, ha rilanciato una domanda: “Ma come è stato possibile, dal punto di vista didattico, che alla professoressa sia stata affidata per lungo tempo una pluralità di alunni e non solo quell’alunno di cui si doveva occupare come insegnante di sostegno? Su questo punto – ha aggiunto il procuratore – occorre fare approfondimenti”.

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