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Aggiornato il 11.02.2026
alle 11:30

Valditara: “Vannacci? Non mi interessa. Metal detector? Garantiscono sicurezza per docenti e studenti”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera in cui ha parlato di temi di grande attualità, come l’uscita del generale Roberto Vannacci dalla Lega e il referendum della Giustizia indetto tra quasi un mese.

Metal detector e sicurezza

“Non mi interessa Vannacci, se ne è parlato anche troppo. Dobbiamo guardare al futuro dando risposte concrete. Il Governo lo sta facendo, da ultimo con il decreto Sicurezza. Di contro vedo una sinistra molto confusa. Se Landini afferma che la sicurezza è solo un pretesto per una svolta autoritaria e repressiva, per realizzare ‘lo Stato di polizia’, allora siamo lontani dalla realtà”, ha detto il ministro.

Il ministro ha anche commentato la misura introdotta dopo l’accoltellamento a morte in una scuola di La Spezia lo scorso 16 gennaio: “I metal detector servono a garantire la sicurezza dei nostri giovani e del personale scolastico. Tv francesi e tedesche sono venute a La Spezia dimostrando interesse a questa nostra iniziativa”.

Referendum, l’opinione di Valditara

Valditara, per quanto riguarda il referendum della Giustizia del prossimo 22 e 23 marzo, fa parte del fronte del sì: “Vorrei innanzitutto invitare il fronte del No a fare una campagna corretta evitando falsità. Dire che la riforma sottoporrebbe i giudici al governo è una sciocchezza: l’articolo 104 della Costituzione, che garantisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, non viene toccato”.

“E nei nuovi organi di autogoverno la rappresentanza dei magistrati continua ad essere di gran lunga superiore a quella dei parlamentari. La verità è che la riforma assesta un duro colpo alla politicizzazione della magistratura e alla sua divisione per correnti. È chiaro che il correntismo politicizzato nella magistratura non esiste in nessun Paese europeo ed è incompatibile con lo Stato di diritto. Ma è anche incompatibile con la volontà dei Costituenti”, ha aggiunto.

Il testo della direttiva sui metal detector

“Per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici, i sigg. Prefetti, d’intesa con i Dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale luogo di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo, secondo un indirizzo unitario che tenga conto delle priorità emerse e delle esigenze rappresentate”: è questo uno dei passaggi (forse il più significativo) di una direttiva congiunta firmata dai ministri dell’Interno (Piantedosi) e dell’Istruzione (Valditara) per cercare di contenere gli episodi di violenza nelle scuole, diffusa lo scorso 26 gennaio.

“Riguardo ai controlli di sicurezza – si legge ancora nella direttiva – tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato, in sede di Comitato potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo –, secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione Il Ministro dell’Istruzione Il Ministro dell’Interno e del Merito di controlli mirati”.

“Nelle situazioni più gravi – prosegue il documento – previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi”.

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