Un caso sta scuotendo un liceo di Trapani. Un docente “sboccato”, che a quanto pare avrebbe usato un linguaggio volgare e allusivo con i propri studenti in classe, sta per tornare a scuola dopo essere stato sospeso per questo motivo. Il problema è che studenti e genitori non sono d’accordo.
Come riporta La Repubblica, il docente avrebbe raccontato storie pruriginose di vita vissuta con frasi volgari e allusive a sfondo sessuale, alcune molto esplicite, e doppi sensi che hanno creato imbarazzo e malumori tra gli studenti.
In particolare su un alunno che, coinvolto direttamente in una discussione, sentendosi fortemente a disagio per quelle parole allusive e sessualmente esplicite, non ha retto e ha avvertito la famiglia dicendo di non voler più andare a scuola.
Gli studenti hanno subito manifestato solidarietà al compagno informando a loro volta i genitori. Fino a quando le famiglie, tramite un avvocato, hanno inviato una lettera di diffida alla dirigente scolastica del liceo e all’Ufficio scolastico provinciale chiedendo l’allontanamento dell’insegnante.
Ben quarantasei genitori hanno firmato la pec di diffida nei confronti dell’insegnante che a metà di novembre è stato sospeso per due mesi. Il 7 gennaio è stata nominata una supplente di latino. Lunedì 9 marzo si concluderà il periodo di sospensione e il professore dovrà rientrare in servizio.
Ma gli studenti e le famiglie non lo vogliono e per questo hanno reiterato una richiesta di diffida dove sottolineano l’inopportunità del rientro chiedendo alla preside altre soluzioni e invocando la tutela del diritto allo studio.
Si tratta di un bel problema, visto che i ragazzi sono di classe quinta e fra pochi mesi dovranno affrontare la maturità. C’è chi dice che dovrebbero essere tutelati, ma c’è anche chi dice che il docente ha sbagliato e ha pagato con la sospensione, e che è giusto venga adesso reintegrato.