Home Attualità Docenti beffati: vincono il concorso ma mancano i posti da assegnare

Docenti beffati: vincono il concorso ma mancano i posti da assegnare

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Vincitori di concorso nel 2016, ma ancora senza cattedra perchè le loro classi di concorso erano in esubero.

Abbiamo già parlato in precedenza della vicenda, con i docenti precari che riferiscono come nel 2016 sarebbe stato bandito il concorso per la B023 per 12 posti, ma in quel momento, la stessa classe di concorso presentava ben 23 esuberi, che ancora quest’anno non sono stati smaltiti, lasciando in un limbo i docenti che vorrebbero trovare una soluzione.

Circa 300 docenti beffati

Si tratta di circa 300 docenti, in misura maggiore in Lazio e Campania, che in un modo o nell’altro ancora quest’anno non avranno il ruolo.

Portavoce di questa vicenda si fa il docente Vincenzo Salvatore Violetti: vinciamo il concorso SELETTIVO 2016, ma le regioni che hanno bandito il concorso che abbiamo vinto avevano docenti in esubero e quindi non abbiamo visto assegnarci nessun contratto a tempo indeterminato. Il risultato è che docenti di terza fascia con pochi punti hanno fatto un ricorso per l’immissione in Gae e si sono visti riconoscere la vittoria con riserva, superando tutti noi abilitati e vincitori di concorso bloccati in seconda fascia delle graduatorie di istituto“.

Il docente non si dà pace dell’origine del problema, ovvero gli esuberi non quantificati nel 2016: “qualcuno definirebbe normale la logica secondo cui regioni che non presentavano esuberi hanno bandito dai 4 ai 7 posti mentre il Lazio con 23 esuberi ne bandiva addirittura 12?”.

Quale soluzione? L’interregionalità

Abbiamo anche proposto una soluzione al problema che non è stata ancora presa in considerazione, riferisce Violetti: come per i Dirigenti Scolastici abbiamo suggerito l’interregionalità che potrebbe salvarci dalla disoccupazione e da una vita di espedienti“.

Infatti, gli esuberi possono essere assorbiti solo su base provinciale, non regionale. “Questo significa che se c’è un esubero sulla provincia di Viterbo e un posto disponibile a Rieti, non si può procedere all’immissione in ruolo sul posto reatino”, fa notare Violetti, che quindi propone l’interregionalità delle immissioni in ruolo.