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Docenti che fanno gli Ata, Giuliani a Radio Cusano: sarebbe grave, Cgil faccia i nomi

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Se è vero che ci sono docenti impegnati nelle segreterie ad affiancare il personale Ata per smaltire i dati delle vaccinazioni obbligatorie, è bene che la Flc-Cgil dica dove sta accadendo.

A chiederlo è stato il nostro direttore responsabile, Alessandro Giuliani, parlando a Radio Cusano Campus il 4 settembre.

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“Si tratterebbe di un fatto rilevante e piuttosto grave – ha detto Giuliani – perché non è certamente previsto dal contratto nazionale che un insegnante debba portare avanti del lavoro di segreteria. E se i tempi sono stretti, non è colpa della scuola ma di chi ha deciso di far pervenire i dati entro il 10 settembre”.

E difficilmente un tavolo di contrattazione, a livello d’istituto, può dare il via libera a questo genere di impegni. Anche perché si sarebbe dovuto costituire appositamente in estate.

“Ancora di più – continua il giornalista – perché nel verificare l’avvenuta vaccinazione, si vanno a trattare dei dati sensibili: su questo punto, ci sono seri aspetti di privacy che non possono essere aggirati. Lo stesso Garante ha detto che le Asl non possono inviare informazioni di questo genere alle scuole E, comunque, a trattare certi dati devono essere solo dipendenti autorizzati. E non sono gli insegnanti”. Nemmeno quelli del potenziamento.

 

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Per Giuliani, “i docenti, ad iniziare da quelli di scienze, si sarebbero potuti coinvolgere, anche nello stesso decreto vaccini, per illustrare la situazione e spiegare i pro e i contro delle vaccinazioni. Invece, ora arrivano notizie sul loro supporto al personale Ata: se il sindacato conosce realtà di questo genere – ha detto ancora il direttore – fornisca dati precisi sulle scuole coinvolte”.

Durante la puntata, si è parlato anche di buono libri sempre più ridotto: “il tetto Ise per la gratuità è davvero basso – ha risposto Giuliani – ed è uno scandalo se si pensa che il diritto allo studio è costituzionalmente garantito. Spesso le famiglie si devono sobbarcare costi superiori ai tetti stabiliti dalle scuole, dovendo acquistare libri, in particolare vocabolari, solo sulla carta facoltativi. In media, ci risulta che una famiglia ad inizio anno spende tra le 400 e le 500 euro. Tanti ricorrono all’usato e c’è da capirli”.

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