Oltre seimila immissioni in ruolo per gli insegnanti di religione precari, a partire dal primo settembre 2025. Un numero più alto di quello inizialmente previsto per la procedura straordinaria. La notizia, anticipata nei giorni scorsi da La Tecnica della Scuola, è stata confermata dal ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha appena pubblicato il relativo decreto. A comunicarlo è Fgu/Snadir, Sindacato Nazionale Autonomo degli Insegnanti di Religione.
“Il numero dei posti è stato aumentato rispetto a quello previsto dai due bandi (DDG 1327 e 1328 del 29 maggio 2024)”, confermano dal sindacato, che negli ultimi mesi ha seguito da vicino la vicenda. L’aumento dei posti, spiegano, è avvenuto perché “le procedure concorsuali ordinarie per l’Irc sono in corso di svolgimento”, e di conseguenza “non potranno completarsi in tempo utile per le immissioni in ruolo al prossimo settembre 2025“.
I posti assegnati al concorso ordinario, proseguono da Fgu/Snadir, “sono stati aggiunti a quelli già indicati nel bando per le procedure straordinarie, ovviamente tenendo presente che al 1° settembre 2026 saranno riassegnati nei due concorsi ordinari”. Per quella data, inoltre, “si realizzerà il recupero dei posti per le due procedure ordinarie e anche lo scorrimento delle due graduatorie ad esaurimento dello straordinario“.
Burocratese a parte, quel che conta è che da settembre oltre seimila docenti religione saranno assunti a tempo indeterminato. Tutto ciò, precisano dal sindacato, “comporterà una nuova ripartizione da parte degli uffici scolastici regionali, che dovranno suddividere i posti assegnati in aggiunta alle diocesi ricadenti nella Regione di competenza”. Le immissioni in ruolo dei docenti di religione, infatti, devono seguire una procedura ben precisa.
Essa prevede prima l’individuazione degli aventi diritto, poi la trasmissione dei nominativi da parte dell’USR alla Curia, “per la verifica del possesso dell’idoneità e per l’assegnazione della sede“, e infine la stipula del contratto. Tra le ultime conquiste c’è l’“assegno ad personam”, “cioè il mantenimento nell’anno di prova, e nei successivi, dello stesso stipendio in godimento nell’a. s. precedente l’immissione in ruolo, fino al passaggio a nuova fascia stipendiale“.
Soddisfatto Orazio Ruscica, segretario nazionale Snadir: “Abbiamo portato avanti con determinazione la difesa dei diritti dei docenti di religione, e oggi possiamo dire che la loro professionalità e il loro ruolo educativo nella scuola pubblica sono finalmente riconosciuti a pieno titolo“. Prossimo obiettivo, prosegue, “lavorare per l’aumento progressivo dei posti di ruolo, fino al raggiungimento dell’obiettivo del 95%”.
A condividere l’entusiasmo è Ernesto Soccavo, vicesegretario nazionale Snadir: “Si tratta di un traguardo storico, che dà stabilità e dignità a migliaia di insegnanti. La decisione del MIM di aumentare i posti assegnati alle procedure straordinarie è una vittoria del buon senso e della rappresentanza sindacale efficace. Continueremo a vigilare affinché le operazioni si svolgano con trasparenza e correttezza”.