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Aggiornato il 30.07.2025
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Docenti, l’unica forma di carriera rimane l’anzianità: per i 100mila collaboratori dei presidi è tempo d’inserire la “squadra dell’autonomia” nel Ccnl

Sono almeno 100mila i collaboratori del dirigente scolastico che sperano di avere riconosciuta un’area contrattuale nel prossimo Ccnl 2022-2024: a ricordarlo è l’Ancodis, dopo la pubblicazione dei risultati emersi dalle risposte al questionario di fine anno scolastico dal quel emergono i numerosi incarichi che hanno portato avanti nelle scuole autonome divenute sempre più complesse.

Diciamo subito che sulla proposta i sindacati rappresentativi sono spaccati: come rilevato dalla Tecnica della Scuola, da una parte, Cisl e Anief hanno espresso ampie aperture; dall’altra, Flc-Cgil e Gilda degli insegnanti, invece, si sono schierati palesemente contro. Tra i favorevoli al riconoscimento dei collaboratori dei dirigenti c’è anche il primo sindacato dei presidi, l’Anp guidata da Antonello Giannelli.

La platea delle cosiddette “figure di sistema” è assai vasta: si tratta dei collaboratori diretti dei presidi, dei responsabili di plesso, delle funzioni strumentali individuate ai sensi dell’art.33 del CCNL scuola 2006/2009, come dei coordinatori didattici e di dipartimento, degli animatori digitali, dei docenti tutor per i neo-immessi in ruolo, dei tutor per l’orientamento e dei docenti orientatori ai sensi del Decreto MIM 63 del 5/4/2023, i referenti di sistema (Inclusione, PON, ERASMUS, PCTO, Privacy, Intercultura, Bullismo e cyberbullismo, INVALSI, Istruzione parentale, Istruzione ospedaliera, Istruzione carceraria, mobility manager) – sono in attesa

Ancodis la definisce “la componente della governance scolastica di gran lunga più numerosa che svolge – in sinergia con il dirigente scolastico, in sintonia con gli organi collegiali e in collaborazione con il personale non docente – un imponente lavoro organizzativo, progettuale, di monitoraggio e di verifica per la loro comunità scolastica”.

Rosolino Cicero, docente palermitano a capo dell’Ancodis, si chiede: “l’attuale modello di governance scolastica (informale!) può ancora reggere la complessità della scuola autonoma senza una moderna e formale struttura intermedia che progetta, guida, sostiene, monitora l’azione organizzativa, didattica e formativa in una istituzione scolastica a tutti i livelli e per tutti i suoi protagonisti?”.

“O, piuttosto, se non sia giunto il momento – continua Cicero – di formalizzare, nel rispetto degli attuali ruoli giuridici e delle vigenti posizioni contrattuali, un’area dedicata per far si che nella scuola autonoma ciascun protagonista – anche la figura di sistema! – possa essere, come ha detto Pietro Calamandrei, “degno di avere la sua parte di sole e di dignità”.

Il presidente Ancodis sostiene che “non è più possibile sottrarre tutte le figure di sistema dal quadro contrattuale nazionale: occorre, infatti, definirne le funzioni, compresa quella del docente collaboratore vicario, le attività e l’orario di servizio, la formazione specifica, i processi di valutazione, i vincoli di permanenza nella sede di servizio, le nuove e più congrue forme di trattamento economico”.

L’associazione ritiene, quindi, che la scuola dei prossimi decenni non può restare con il modello contrattuale fondato esclusivamente sull’anzianità di servizio pensato nel passato ma che non può essere considerato più adatto nel presente e meno che mai sostenibile nel futuro.

“Prevedere una nuova articolazione contrattuale aperta e dinamica, offrire la possibilità di una vera carriera che integri l’attività di insegnamento con il servizio nella funzione di figura di sistema – conclude Cicero – sono obiettivi che contribuiscono a completare il percorso dell’autonomia scolastica così come disegnata all’art. 5 del d.P.R. 275/1999, a rendere più attrattiva la funzione docente, a dare forma all’anello di congiunzione tra corpo docente e dirigente scolastico, a valorizzare risorse professionali caratterizzate da pluriennale esperienza, specifiche competenze e formali percorsi di formazione”.

La proposta

Ai sensi del comma 16 art. 21 della Legge 59/1997, l’Ancodis propone per la funzione docente l’articolazione contrattuale in tre aree:

l’area dei docenti (attualmente definita);

l’area dei docenti all’estero (da reintrodurre);

l’area delle figure di sistema (da istituire).

Inoltre, per l’accesso alla nuova area delle Figure di sistema propone:

a) la formazione obbligatoria in servizio coerente all’incarico assunto;

b) la permanenza nella scuola per almeno sei anni;

c) la valutazione alla fine di un triennio;

d) il riconoscimento giuridico del Collaboratore vicario in tutte le scuole con esonero dall’insegnamento;

e) oltre al vigente PTOF elaborato dal Collegio, il Piano Triennale per la Gestione e l’Organizzazione redatto dal Ds nel quale prevede le figure di sistema che ritiene necessarie per la squadra dell’autonomia cui consegue il Fondo per il Piano Triennale per la Gestione e l’Organizzazione con il quale retribuire le figure di sistema.

La proposta di Ancodis, inoltre, prevede 5 unità operative, cui devono corrispondere differenti livelli di competenze professionali, diritti e doveri contrattuali, esperienza professionale conseguita e formazione specifica, permanenza con specifica responsabilità:

  1. unità operativa del funzionamento organizzativo, gestionale e della sicurezza

Le figure di sistema (primo/secondo collaboratore e responsabili di plesso) e le attività per il funzionamento organizzativo sono quelle di cui all’articolo 25, comma 5, del d.lgs. n.165 del 2001

  • unità operativa del funzionamento didattico, della formazione e della valutazione
  • unità operativa dell’orientamento
  • unità operativa dell’inclusione
  • unità operativa dell’innovazione tecnologica e digitale

Le figure di sistema e le attività sono quelle di cui all’articolo 1, comma 83, della legge n. 107 del 2015

Infine, a seguito della positiva valutazione del lavoro in una delle unità operative al termine di un triennio consegue:

a) una certificazione formalmente riconosciuta nel curriculum professionale del docente (carriera)

b) un adeguato punteggio per la graduatoria interna di istituto 

c) una riduzione del 25% del tempo di permanenza nella fascia stipendiale (avanzamento più rapido della posizione stipendiale) 

d) l’accesso diretto al concorso per la carriera dirigenziale.

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