Home Personale Docenti vincolati, nasce un Comitato nazionale per cambiare regole discutibili

Docenti vincolati, nasce un Comitato nazionale per cambiare regole discutibili

CONDIVIDI
  • Credion

Incontriamo oggi due esponenti del nuovo Comitato Nazionale Docenti Vincolati, Angela Mancusi e Alessandro Amante.

I vincoli nella mobilità sono stati previsti dal Legislatore solo per alcuni docenti rispetto all’intera platea degli insegnanti, una vera e propria disparità di trattamento e, tra gli stessi vincolati, sono state previste solo alcune eccezioni che acuiscono ancor più le divisioni (i beneficiari della legge 104/92 comma 3 e 6 art.33, le mogli dei militari trasferiti d’ufficio e i genitori con figli fino ai tre anni).

Icotea

Si tratta di docenti immessi in ruolo dalle GAE nella propria provincia o dalle Graduatorie dei concorsi nella propria regione e che sono incappati nelle strettoie dei vincoli prima previsti dalla sola 145 e poi anche della 159 per tutti i neo immessi in ruolo a partire dall’1.9.2020.

Dopo una lotta di un anno i risultati ottenuti con il D.L. 73/2021 (Sostegni bis) con la riduzione dei vincoli nel trasferimento da 5 a 3 anni per i vincolati della 159 e da 4 a 2 anni per i vincolati della 145 (ex FIT) sembrano ai vincolati molto deludenti.

Angela, insegnante dell’infanzia, campana di Sarno, provincia di Salerno, immessa in ruolo da Gae lo scorso settembre che ogni mattina deve recarsi a Montesano sulla Marcellana a 142 Km di distanza per raggiungere la sua sede di servizio. Angela già l’abbiamo intervistata per La Tecnica della Scuola e ha evidenziato i disagi delle donne vincolate su cui ricade il disagio di dover lavorare a centinaia di chilometri da casa e nel contempo di dover assistere la famiglia: figli piccoli e genitori anziani.

Alessandro insegnante di scuola secondaria di secondo grado, abilitato in scienze ed entrato di ruolo come docente di sostegno, siciliano di Messina che è costretto a insegnare a Ragusa a 239 km di distanza, immesso in ruolo da concorso del 2018 ex FIT.

1) Alessandro, perché avete sentito la necessità di costituirvi in un comitato nazionale?

Durante questo anno di continue lotte si sono avvicendate al nostro fianco numerosissime persone; alcune di esse continuano a collaborare con noi, mentre altre hanno deciso di farsi da parte o proseguire per la propria strada. Con il tempo abbiamo maturato la convinzione che fosse necessario costituire un soggetto dall’identità ben definita, anche per dare ai nuovi vincolati, come neo immessi in ruolo dal 1° settembre 2021, un chiaro punto di riferimento.

2) Angela, quali sono i vostri obiettivi, come pensate di raggiungerli e che tempi vi siete dati?

Come abbiamo sostenuto, il nostro principale obiettivo è l’abolizione di qualsiasi vincolo alla mobilità ma per essere legati al principio di realtà, vorremmo partire quantomeno dal riportare la situazione ad uno stato che non sia peggiorativo rispetto ai bandi che ogni singolo vincolato ha accettato di sottoscrivere in sede di iscrizione ai concorsi ed alle GAE. Riteniamo altresì fondamentale che venga restituita ai sindacati la contrattazione nelle mobilità, nelle utilizzazioni e nelle assegnazioni provvisorie per i neo immessi in ruolo.

3) Alessandro, come rispondete a chi dice che dare la possibilità di presentare domanda di trasferimento, di utilizzazione o assegnazione provvisoria agli immessi in ruolo vincolati, lascerebbe sguarnite di insegnanti le scuole del Nord?

La risposta è molto semplice: che si tratta di un preconcetto derivante dalla situazione in cui versano altre categorie di docenti. È vero che ogni anno viene prodotto un grande numero di domande da nord a sud, ma questo dato è falsato dalla presenza di innumerevoli docenti che hanno preso il ruolo nelle regioni del nord per mezzo della legge 107 del 2015 . Un gran numero di questi docenti produce domanda ogni anno, per poi vedersela respingere. I vincolati, al contrario, sono docenti sparsi in tutta la penisola che hanno scelto di svolgere i propri concorsi, già soggetti a dei vincoli meno stringenti, nelle proprie regioni. Il 90% dei vincolati si divide equamente tra docenti che vogliono la mobilità interprovinciale in regione e quelli che la vogliono nella propria provincia.

4) Angela, tu che in questi mesi hai mantenuto contatti con politici e segretari nazionali dei sindacati rappresentativi, quale appello ti senti di fare ai Partiti e ai sindacati di categoria nonché a tutti i colleghi vincolati?

Il mio appello ai politici è quello di convergere su un unico fronte, mettere da parte gli individualismi e creare un unico emendamento sostenuto, e quindi votato, trasversalmente da tutte le forze politiche.

Ai sindacati chiedo di ascoltare la voce dei lavoratori della scuola, di continuare a tutelarli e di fare in modo di essere unitari e compatti nelle richieste.

Ai colleghi vincolati, sia quelli attuali che quelli che lo saranno a partire dal prossimo primo settembre, chiedo di continuare a combattere non solo sui social, ma di scendere in piazza unitariamente per i nostri diritti di lavoratrici e lavoratori e soprattutto per la tutela delle nostre famiglie.