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Domande riconversione sostegno: per il Governo sono 2mila, per l’Usb 5mila solo in Sicilia!

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  • GUERINI
Sembra tingersi di mistero l’esatta entità delle domande presentate dei docenti di ruolo soprannumerari, in adesione alla proposta di riconversione sul sostegno (da svolgere nel corso del prossimo anno scolastica) avviata dal Miur nel mese di maggio. In base a quanto riferito il 20 giugno dall’on. Tonino Russo (Pd), come da questa testata già riportato, “il sottosegretario Rossi Doria ha confermato il numero orientativo di ‘meno di 2.000’ domande giunte alla scadenza dell’otto giugno. E in questi giorni produrrà i numeri da me richiesti per singola provincia“.
Numeri che sarebbe il caso, a questo punto, di rendere anche pubblici. Prima di tutto perché suona strano il fatto che nemmeno il 20% dei docenti rimasti quest’anno senza titolarità abbia aderito alla ghiotta iniziativa di trovare una sicura collocazione attraverso la frequentazione di un corso formativa gratuito. In secondo luogo perché poche ore dopo la notizia fornita dall’onorevole Russo, l’Usb Sicilia rendeva noto di avere incontrato, attraverso i propri rappresentanti Luigi Del Prete e Dario Caneba, i dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale proprio per approfondire la questione a livello locale: ebbene, “l’incontro – si legge nel comunicato del sindacato di base – si è aperto con la comunicazione del numero di domande presentate in Sicilia dai docenti a tempo indeterminato: 4900!”.
Ora, è anche vero che  gli stressi dirigenti dell’Usr “hanno evidenziato come non tutte le domande andranno a buon fine (la scuola primaria e la scuola secondaria di secondo grado sono gli ordini di scuola con il numero maggiore di domande), in quanto molte sono state accolte con riserva ed inoltre, da questo numero, si procederà ad una ‘scrematura’, secondo le linee guida che darà il Miur in occasione dell’incontro nazionale del 26 giugno al Ministero”. Riteniamo tuttavia davvero molto difficile che oltre il 90% delle domande possa essere cestinato (solo in tal caso, infatti, si rispetterebbe la stima nazionale riportata dall’on. Russo di 2mila domande complessive).
Numeri a parte, l’Usb Sicilia si è soffermata anche sul fatto che ammesso che si arrivi alle “‘scremature’, numeri così alti determineranno, nei prossimi anni, una vera e propria ecatombe di docenti precari specializzati, la cui alta professionalità verrà sacrificata sull’altare dei tagli alla spesa, con ripercussioni devastanti dal punto di vista occupazionale e della qualità dell’offerta formativa”. Gli stessi rappresentanti del sindacato di base ritengono, inoltre, “che l’enorme numero di domande sia stato determinato dall’insensata e dozzinale seconda nota ministeriale n. 3801 del 18 maggio 2012 (a firma Chiappetta) che stabiliva: ‘Possono fare richiesta per accedere ai percorsi in oggetto, su base volontaria, i docenti in posizione di esubero e i docenti che appartengono a classi di concorso o tipologie che siano interessate da esubero nella provincia di titolarità o in quella di servizio in relazione all’organico di diritto 2011/2012’”. Per Del Prete e Caneba non vi sarebbero dubbi: a seguito della seconda circolare, “molti colleghi, che non rischiavano in nessun modo l’esubero in quanto collocati da anni nei primi posti delle graduatorie interne d’istituto, hanno presentato domanda spinti dallo spettro della mobilità forzata”.
Come se non bastasse, per scongiurare l’addio all’’insegnamento molti di loro potrebbero pure ritrovarsi in condizioni lavorative poco invidiabili: l’area unica di collocamento sul sostegno è infatti destinata a diventare una realtà anche alle superiori. Da un resoconto della seduta del 19 giugno, svolta presso la VII commissione Cultura alla Camera, risulta che “il sottosegretario Marco Rossi Doria ha ritenuto che il Governo possa accogliere la risoluzione Pes 7-00449, ‘eventualmente valutandone qualche modifica’”. Risoluzione che “impegna il Governo a modificare il decreto ministeriale n. 132 del 26 aprile 1993, ovvero ad unificare in un solo elenco gli insegnanti di sostegno della scuola secondaria di secondo grado per tutti i tipi di graduatoria e relative fasce, attualmente divisi in quattro aree”. Il rischio di ritrovarsi con migliaia di insegnanti a sostegno di studenti disabili per affrontare contenuti e programmi scolastici che entrambi non conoscono (basti pensare agli Itp che nella loro formazione hanno frequentato solo un istituto professionale e che potrebbero ritrovarsi in una classe terminale di un liceo!) diventa così sempre più concreto. Non bisogna certo essere dei guru per immaginare critiche e perplessità per questa decisione.