Tra sguardi di sfida, rimproveri a raffica e tensioni che crescono, non è facile capire dove finisca l’opposizione e dove inizi il disagio. Eppure è proprio lì che si gioca la possibilità di riportare la classe — e l’alunno — verso un percorso più sereno. VAI AL CORSO
Il DOP, Disturbo Oppositivo Provocatorio, comporta, da parte dell’alunno, atteggiamenti conflittuali e rifiuto di adeguarsi alle normali regole condivise dalla classe. Il rifiuto di fare i compiti o di seguire la lezione sono ulteriori segnali di una condizione di disagio, alla quale il docente non dovrebbe reagire con autorità, ma con ascolto e comprensione; con pazienza; con critiche costruttive; con la promozione delle capacità e dei talenti dell’alunno; con attività di gruppo volte a favorire la cooperazione.
In questi casi è doveroso ricorrere all’insegnante di sostegno? No, i casi descritti non richiedono l’insegnante di sostegno (non necessariamente) in quanto non riguardano condizioni di vera e propria disabilità. Tuttavia, in presenza di casi certificati da una diagnosi, è necessario predisporre il piano didattico personalizzato in quanto ci troviamo in presenza di diagnosi riconosciute e dunque di bisogni educativi speciali (Bes), i quali richiedono interventi educativi speciali.
Su questi argomenti il Corso Dop: strategie di intervento in classe, in programma dal 24 novembre, a cura di Marco Catania.
Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito:
Gestire la scuola mese per mese (e-learning)
Steam-box: il laboratorio Steam in valigetta
Italiano e matematica nella primaria: come consolidare le strutture di base
Filiera 4+2: cosa cambia. Indicazioni pratiche
Mi fido di te. Giochi cooperativi per una classe inclusiva
L’attenzione e la concentrazione degli studenti a scuola e nello studio